Non è uno spoiler dire che il nuovo show di Stana Katic sia degnamente-tutto-in-maiuscolo INTENSO. La nativa di Hamilton, Ontario — che potreste meglio conoscere per il suo lavoro in Castle— interpreta un’agente dell’FBI che tutti avevano dato per morta… finchè viene salvata da una capanna nei boschi dopo sei anni passati in prigionia. Come se ciò non fosse abbastanza drammatico, il suo personaggio, Emily, dice (o piuttosto, reclama) di non ricordare nulla sull’orribile esperienza. Quello di cui è pienamente consapevole, tuttavia, è il profondo shock del tornare ad un mondo che è andato avanti senza di lei – suo marito si è risposato, suo figlio è cresciuto, il Dipartimento ha arrestato qualcuno che si pensava fosse il suo assassino.

 

ELLE Canada: Quindi non solo interpreti questo personaggio impegnativo, ma sei anche produttore esecutivo di questo show. Qual è il ruolo più stressante?
Stana Katic: E’ un thriller psicologico, quindi direi che mantenere il personaggio fondato e col quale ci si possa identificare è stato più di una sfida onnicomprensiva, mentre partecipare alla produzione del progetto è stato bello poiché non richiede un’immersione totale, almeno non nello stesso modo.

EC: Cosa comprendono effettivamente i doveri del produttore esecutivo?
SK: Ho avuto il titolo di produttore in passato ma sento che questa sia la prima volta in cui sono stata davvero accolta al tavolo. Implica molto dialogo circa lo sviluppo del personaggio e lo sviluppo della storia prima e poi nel corso delle riprese, e poi sono stata parte del montaggio degli episodi. Ora stiamo guardando al futuro dello show, e ciò è altrettanto collaborativo, il che è eccitante per me.

EC: E’ stata un’esperienza strana, per un attore, essere nella cabina di montaggio di un progetto nel quale sei protagonista?
SK: Non sono il tipo di persona da “Yeah, voglio vedere filmati di me stessa!”. Non è in alcun caso qualcosa su cui passo il mio tempo libero. C’è stato un momento iniziale di umiliazione quando ho realizzato che stavo per essere parte del processo. Ma poi sono entrata nell’idea della storia globale, e nel darle uno sguardo ed assicurarmi di essere il primo grande partner a raccontare la storia insieme agli altri collaboratori. Una volta che guardi il tutto da quel verso, non importa se la camera è su di me o su uno dei miei colleghi, dal momento che ogni suo colpo sta sfidando il pubblico a stare sull’orlo della sedia, e lo impegna costantemente con i personaggi e con le puntate nella storia.

EC: E’ un ruolo abbastanza oscuro. Come hai fatto ad entrare in quello spazio emotivo ed a restare comunque un essere umano funzionante?
SK: E’ una storia difficile da raccontare, ma tutti evitiamo questa responsabilità di racconto. Il nostro regista e cinematografo ci ha assicurati che l’atmosfera e l’angolazione della camera avrebbero partecipato alla conversazione; ho avuto colleghi attori davvero amabili da tutto il mondo, davvero impegnati nel raccontare la migliore storia possibile.

EC: Ma come hai personalmente portato quel peso?
SK: Sai, un cocktail può aggiustare un sacco di cose.
 

EC: Parlami di cosa ti ha attirato a questo progetto…
SK: Emily è una sopravvissuta anti-eroe. È molto interessante interpretare un personaggio che non è del tutto corretto moralmente, in ogni aspetto, specialmente come donna. È sfaccettata, è a strati, è complessa, ed in qualche modo fedele a quel che siamo davvero come esseri umani. Le persone hanno lati oscuri, ed hanno anche vite stupendamente amorevoli, ed è stato interessante esplorare questo in qualità di attore.

EC: Avete filmato in Bulgaria. Com’è stato?
SK: Wow, che gemma! È Tahiti? No. Ha il suo charm, ed è stato funzionale al racconto della storia, inoltre. Per esempio, a qualche punto stavamo filmando in un tunnel, che in un momento è stato usato per immagazzinare testate nucleari. Abbiamo ripreso anche in una foresta di betulle, e l’edificio vicino alla foresta era un ex campo di concentramento. Quella storia è ovunque, e le persone la portano addosso. C’è anche molta magia, come quei bellissimi castelli medievali che sono doni inaspettati che abbiamo trovato viaggiando attraverso la campagna.

 Absentia è in onda di domenica sera su Showcase.