Quando abbiamo visto per la prima volta l’agente dell’FBI Emily Byrne, interpretata dalla canadese Stana Katic (Castle), era intrappolata in una vasca di vetro che si stava riempiendo lentamente d’acqua. scomparsa da 6 anni e presunta morta dopo essere sparita mentre inseguiva uno dei più famosi Serial Killer di Boston. Suo marito e collega agente dell’FBI Nick Durand (Patrick Heusinger) si è risposato e sta crescendo loro figlio con la sua nuova moglie. Una chiamata nel mezzo della notte del presunto killer lo avverte della situazione di pericolo di Emily e cominciamo lo sconvolgente viaggio che avrà luogo.
Il thriller di 10 episodi, Absentia debutta Domenica, 21 gennaio su showcase.
È chiaro che stiamo tutti per intraprendere un viaggio che non dimenticheremo facilmente, con il trauma emozionale sia della sua scomparsa che del suo ritorno che lascia tutti in subbuglio.
“Emily riappare in un mondo che è andato avanti senza di lei” dice la Katic, che è anche produttore esecutivo della serie. “Suo marito si è risposato, suo figlio è cresciuto chiamando qualcun’altra mamma. Suo padre (pilastro nella sua vita) si è ammalato. Suo fratello è andato nel tunnel della dipendenza e tutti hanno trovato un posto dove sono a proprio agio che non la include più. Ci sono una serie di segreti ben nascosti in ogni personaggio. All’improvviso lei ricompare, e si deve reintegrare in un mondo che ha trovato la sua comfort zone senza di lei. Mentre la nostra storia va avanti e quei segreti vengono dissotterrati, capiamo perché il personaggio è costretto a una vita da fuggitiva.
A proposito, mentre lei cerca di scendere a compromessi con il suo ritorno, si ritrova a essere sospettata in una serie di omicidi. Per provare la sua innocenza si da alla fuga – e Nick è incaricato di portarla alla giustizia.
Se sembra ci sia molta azione, è perché è così, ma è gestito in modo tale dal regista e produttore esecutivo, Oded Ruskin (False Flag), che gli spettatori mollano la presa e si godono solo la corsa.
Ma sorgono delle domande sulla tempistica. Perché liberarla ora? Qual’è il motivo? Perché lasciarla in vita?
Alla fine potremo sapere le risposte a queste domande e di più. Nel frattempo possiamo apprezzare il ritorno di Katic sui nostri schermi.
“Quello che mi è piaciuto più di Emily Byrne è che è una sopravvissuta antieroe” dice Katic. “Ho letto di persone che sono sopravvissute alla seconda guerra mondiale e all’olocausto e così via. Le storie di sopravvivenza mi intrigano. Quello insieme al fatto che ha tutte le complessità di un anti-eroina… Come Attrice quel personaggio e stato interessante da esplorare. Nessuno è un angelo.”
Si può dire con sicurezza che questo non è un “Castle 2.0”


PRONTI AD APPASSIONARVI DI STANA?
LA KATIC DI “CASTLE” DIVENTA OSCURA IN “ABSENTIA”

Fan di Castle, rallegratevi!

Come la maggior parte di voi sa, una delle più popolari esportazioni del Canada, la nativa di Hamilton, Ontario, Stana Katic è finalmente tornata al posto a cui appartiene: il nostro piccolo schermo.

Come headliner del nuovo thriller di Showcase Absentia, la tre volte vincitrice del People’s Choice Award interpreta un ruolo molto più oscuro del suo amato capitano della NYPD Kate Beckett che fa faville, romanticamente e professionalmente, con lo scrittore di mistero Richard Castle (impersonato da un altro super Canuck, Nathan Fillion) su ABC per otto stagioni.

Nella sua ultima reincarnazione sullo schermo, la Katic interpreta ancora un ufficiale della legge, ma questa volta l’agente dell’FBI Emily Byrne è il centro del mistero che deve essere risolto.

Dopo essere stata dichiarata morta in ‘Absentia,’ Emily deve reclamare la propria famiglia, la propria identità e la propria innocenza quando si ritrova ad essere la prima sospettata in una serie di omicidi. Oh, e suo marito, Nick, si è risposato, suo figlio si è fatto grande, cresciuto da un’altra donna, ed ha assolutamente perso il finale di Sex and the City.

Postmedia Network ha parlato con la quarantenne bellezza, che per lo show funge anche da produttore esecutivo, dopo aver visitato di recente Toronto per discutere del movimento #MeToo, Tim Hortons e la sua insolitamente appassionata fanbase.

Senti quel rumore? I tuoi fan gridano, ‘Alleluja, è tornata!’
[Ride] Alcuni di loro hanno visto Absentia in anticipo perchè lo show è andato in onda in alcuni mercati stranieri. Le persone erano davvero eccitate al riguardo, e ciò ha riverberato nel mercato canadese.

Hai capito perchè i tuoi seguaci sono così leali e fanatici? Non scherzerei con loro.
[Ride] Se tu lo capisci, dimmi, così posso confezionarlo e venderlo. È molto carino e dolce. Sono davvero fortunata che i miei fan mi abbiano seguita nel nuovo show. E so che si innamoreranno davvero di tutti gli attori così come di tutti quelli che lavorano dietro le quinte. Non do niente di tutto questo per scontato, sono davvero grata.

Absentia è un discreto allontanamento dalla commedia romantica/mistero TV nel quale ti sei avvolta.
È più grintoso ed oscuro. È un thriller psicologico ma, anche se la maggior parte delle famiglie è compicata, questa famiglia è più complessa della maggioranza. Penso sarà eccitante per la gente.

I tuoi fan impazziranno?
Sto interpretando un’anti-eroe in molti sensi. Sarà qualcosa di nuovo per il mio pubblico. E nessuno è un angelo, cosa per la quale sono eccitata. La storia si incentra sul personaggio che interpreto; tuttavia, ciascuno dei personaggi ha un arco fantastico ed un percorso, come la maggior parte delle storie d’insieme fa. Questo personaggio ha una parte tra quello che è lo standard della moralità e quel che non lo è. Ed un po’ più fedele alla forma, cioè, le persone sono complesse, fanno sbagli, e si comportano male. Fortunatamente, nel mondo di Showcase, ci è permesso giocare con quelle dinamiche.

Suggeriresti di “abbuffarsi” con il tuo show, oppure di guardarlo settimana per settimana?
Dipende dal singolo spettatore. Ma dal momento che c’è alta intensità in certi momenti, per me, se qualcosa ha quella tale velocità, ho bisogno di spezzare. Alcune persone hanno solo bisogno di fare un respiro.

Stai lavorando con il tuo co-star di Quantum of Solace, Neil Jackson! È stato scelto perché voi vi conoscevate?
Mi stai chiedendo se abbiamo “legato”! (‘bonded!’) [Ride] Io sono stata ripresa a Londra e la sua parte è stata filmata in Sud America, quindi no.

Possiamo aspettarci una seconda stagione?
È una domanda che dovrò far decidere alle reti.

Sei una produttrice – senti che il movimento #MeToo abbia cambiato le cose o che le cose siano cambiate per un po’?
La transizione è accaduta per un po’, il che è eccitante. Appena apriamo lo storytelling ai nostri diversi tempo, sento che stiamo raccontando storie più avvincenti e coinvolgenti. Sento che ciò sta accadendo ed è accaduto per abbastanza. È grandioso che le persone sfidino il sistema e facciano del loro meglio.

Quanto spesso torni a ‘The Six and the Hammer’?
Almeno una volta l’anno.

Cosa fai quando ritorni in Ontario?
Devo avere un doppio (caffè) quando atterro. Sicuramente. Tutti lo sanno, specialmente gli amici che vengono a prendermi in aeroporto. A proposito, ne ho uno seduto accanto a me mentre parliamo. Ci sono molti ottimi ristoranti che è difficile sceglierne uno specificamente. Sono sempre fortunata riguardo il mangiare buon cibo. Forse il miglior posto? Andare in giro con i miei amici e la mia famiglia e coccolarmi in un ambiente accogliente.

Indietro | Top

Stana Katic mostra in anteprima il nuovo thriller Absentia, apre sull’uscita “dura” da Castle

 

A seguito della sua altamente pubblicizzata uscita dal longevo show dell’ ABC “Castle”, Stana Katic, 39 anni, torna con il thriller psicologico “Absentia” su Amazon (il 2 febbraio), dando vita ad un’altra forte poliziotta – con un colpo di scena!

Nella sua nuova serie, l’attrice trentanovenne interpreta Emily Byrne, un’agente FBI presunta morta che torna sei anni dopo essere stata rapita, per essere indagata per omicidio. Benchè la Katic impersoni un altro ufficiale, la star dice che questo personaggio è molto diverso da Kate Beckett, da lei ritratta dal 2009 fino alla sua uscita definitiva nel 2015, prima di quella che doveva essere una nona stagione per Castle, successivamente cancellata meno di un mese dopo la sua dimissione.

 

ENTERTAINMENT WEEKLY: Cosa c’è stato in Absentia che ti ha davvero attratta a questo progetto?
STANA KATIC: Mi è piaciuta l’idea del raccontare di una sopravvissuta anti-eroe. Innanzitutto, quando ho parlato con il mio agente, e loro “oh, già, cosa pensi di fare dopo? Che genere di storia cercheresti?” ho detto, “Ascolta, la roba della mamma, no,” E loro “Perchè?” E so che è orribile da dire in una professione, tuttavia, la questione dell’interpretare madre e fidanzata in un sacco di storie è che si tratta di un personaggio che effettivamente non guida la storia in alcun modo. Ed io “Non voglio essere il personaggio che non è parte della trama effettiva, che è rilegato nello sfondo. Voglio essere un membro attivo nel modo in cui la storia viene raccontata, anche se è un pezzo d’insieme.” E, spesso, in passato, i personaggi che hanno avuto quel tipo di ruolo in una storia, è della qualità principale che si preoccupano. Cioè, si preoccupano del proprio figlio, che sta percorrendo il viaggio della storia. E poi ho letto [Absentia], ed ho pensato, “Oh, questo è davvero interessante,” perchè Emily aveva tutti questi ruoli concentrati in una sola persona, ed è comunque una tosta, ed un membro attivo nel racconto.

Quello di cui ero preoccupata era che sarebbe stato più di uno stereotipo, o uno strumento di racconto invece di un personaggio femminile totalmente scolpito, complesso, bellissimo. E quel che sono finita per avere è stato invece qualcuno che aveva tutte quelle qualità. E ho detto “Oh, questo è eccitante. Questo darebbe davvero bello da interpretare.” Detto ciò, ho anche letto di donne sopravvissute alla Seconda Guerra Mondiale ed all’Olocausto e così via, ed ho pensato ci volesse un’enorme quantità di grinta per uscire da qualcosa del genere, ed essere effettivamente in grado di vivere la vita di nuovo pienamente, di abbracciarla. Ed ho pensato che sarebbe stato un mondo interessante da esplorare. Quindi, questi sono alcuni degli elementi.

Poi mi è stata offerta l’opportunità di esserne parte anche come produttore esecutivo. E, avevo avuto quel titolo in passato, ma stavolta mi hanno accolta al tavolo di discussione per lo sviluppo del progetto, anche per il processo di montaggio, e così via. È un’esperienza tutta nuova sedere al tavolo dei produttori, ed è molto eccitante essere parte di quell’elemento del racconto, specialmente ora, no? Penso, come donna ad Hollywood oggi, sia un’opportunità meravigliosa essere invitata al tavolo, e mi sta a pennello prendere quel posto.

Parla di Emily come personaggio. Quanto si paragona ad un personaggio come Kate Beckett? Ed emotivamente, con cosa ha a che fare lei nel corso della storia?
Kate era incredibile, Ho amato interpretarla, ma i personaggio non hanno gran quantità di parallelismi oltre al fatto che hanno una forte somiglianza l’una con l’altra [Ride] Dunque, Absentia è un thriller psicologico, Castle era ovviamente una drammedia romantica procedurale. Ed anche se Emily era in passato un’agente dell’FBI, questo non è un elemento caratterizzante del personaggio, sta essenzialmente sullo sfondo della trama in Absentia.

Stai avendo a che fare con una donna che è stata abdotta sei anni prima della nostra storia, e creduta morta. E lei improvvisamente riappare in un mondo che è andato avanti senza di lei – suo marito si è risposato, suo figlio è cresciuto chiamando mamma qualcun’altra, e suo padre, che era un pilastro nella sua vita, si è ammalato, suo fratello ha avuto diverse dipendenze, e tutti hanno in qualche modo trovato uno spazio confortevole che però non la include. Ed ora, improvvisamente, lei appare. E tutti questi segreti in ciascun personaggio vengono lentamente svelati da episodio ad episodio.

E poi, in più, questo personaggio è costretto ad una vita fuggitiva, poiché l’atto che l’ha portata alla prigionia, ovvero che lei, in quanto agente FBI, era sulle tracce di un presunto serial killer, e nel giorno in cui lui stava essendo condannato per quello, scopriamo che lei è ancora viva, e lì inizia la corsa dello show. Quindi, ora lei viene accusata di questi terribili omicidi, e deve cercare di difendersi. Dunque, oltre a tutto questo interessante e folle dramma familiare, c’è la bomba ad orologeria di chi ci sia dietro questi assassinii.

Mentre c’è questa cospirazione su Emily, ti sei mai chiesta mentre recitavi se lei fosse davvero coinvolta?
Beh, penso sia parte del viaggio. Il pubblico sta facendo quel ballo in cui camminano insieme, in alcuni punti, ad un personaggio che non è del tutto chiaro riguardo cosa sia accaduto in quei sei anni, e non è del tutto chiaro sul come o dove stia in questo nuovo mondo, e sento come se anche lei sia parte del mistero. Quindi si, stiamo cercando il serial killer, ma stiamo anche cercando chi è questa persona che accompagnano nel corso della serie.

È più divertente per te immergerti in un thriller psicologico piuttosto che in un procedurale lineare?
Penso sia una delle opportunità che abbiamo per esplorare, no? Riusciamo ad esplorare gli anti-eroi e quel che significa. Guardo grandi serie come Peaky Blinders, in cui hanno fatto un meraviglioso lavoro nel creare un personaggio col quale ci si può identificare a tanti livelli, ed ha questo lato oscuro che potrebbe essere repulsivo se gli autori non fossero stati destri nel gestire il bilancio. Come attore, certamente è eccitante andare ed esplorare i personaggi, è eccitante esplorare la psicologia umana e le relazioni, ed è quella la spinta per me alla fine della giornata. Non è divertente solo timbrare l’entrata e l’uscita, è bello cercare di scavare a fondo, anche se si tratta di una commedia, giusto? Sento quasi che a questo stadio, sono pronta anche per una commedia, no?

In che modo la tua esperienza in Castle ha determinato quello che avresti voluto fare in seguito? Ha cambiato il modo in cui prendi i ruoli?
Interessante. Quel che è sempre una sfida è il programma di 24 episodi, e quel che è davvero carino riguardo uno show tv è che giriamo nel giro di tre mesi. E questo è stato specifico, singolare, per il fatto che abbiamo girato in modo caratteristico. Abbiamo fatto l’intero show in un soffio. Avevamo 10 episodi e al mattino potevamo fare il 7 e nel pomeriggio una scena dell’1, e poi a sera una scena dell’episodio 5.

Deve essere stato difficile saltare da ciascun diverso stato mentale di Emily.
Si, è stato una sfida. Il modo in cui è stato girato, come un film indipendente. Non era “okey, è uno show televisivo”, era più tipo “okay, facciamo come se stessimo girando un film indipendente”. E quel che è stato davvero bello è che c’è un cast internazionale, una squadra internazionale. Ognuno si è impegnato con tutte le proprie forze, e puoi fare solo quello quando c’è un gruppo di persone così coinvolte nel raccontare la migliore storia possibile. Penso che sia stato qualcosa di eccitante per me da esplorare. Volevo andare e recitare in un mondo in cui saremmo stati tutti in grado di raccontare una storia che era forse più serializzata, che potesse entrare nella psicologia umana. Sono aperta al fare commedie sciocche, ne sono entusiasta, e sono davvero eccitata anche nel fare qualcosa come questa, un thriller in stile indipendente.

Sì, di certo non sorridi molto in questo.
Santo cielo. [Ride] Scherzavo, tipo “c’è un musical lì fuori per me?”

Come ti senti riguardo al modo in cui la tua brusca uscita da Castle è stata gestita?
In realtà non ho ancora chiaro quale sia stato il processo di pensiero dietro al quale è successo tutto ciò. Sono stata ferita ed è stato un finale duro, ma ora, quasi due anni dopo… Ho incontrato persone meravigliose in quel progetto, e abbiamo collaborato a qualcosa di unico. Sarebbe un disservizio a quelle persone, al lavoro che abbiamo fatto insieme e al il mio lavoro, che credo abbia contribuito in parte al successo della serie, a non essere altro che molto grata. È stata un’esperienza formativa, e abbiamo raccontato una storia d’amore che credo abbia commosso e toccato la gente, e non posso essere più che felice di averne fatto parte. Spero che rimanga qualcosa di speciale per sempre nelle menti degli spettatori.

Hai avuto molte offerte dopo Castle, perchè scegli di fare una serie internazionale?
Questo è il fatto, ci stavo pensando, e sento come se fosse il wild west, ora, in televisione, per il fatto che ci sono molte compagnie, ci sono molte nuove risorse per la televisione, per i media, per i film, che stanno cambiando come il gioco appare. Non è più prevedibile, hai colleghi francesi e tedeschi che sono quelli che iniziano i progetti di produzione. E si, alcuni di quei progetti parrono negli USA, e poi vanno in un’altra direzione, tuttavia c’è molta roba che viene negli USA dal mercato internazionale. Guarda anche a reti come Netflix, ed Amazon, e così via, stanno dando in onda contenuti che sono nati in Paesi fuori dagli USA e che sono la versione originale. È quasi come guarda la Ragazza con il Tatuaggio del Drago su un’uscita US principale, e penso sia davvero fenomenale, e renderà i prossimi anni molto interessanti, perchè il mondo è molto aperto ora.

Il tuo personaggio Emily è una tosta, il che richiama come hai dovuto interpretare una Bond girl in Quantum of Solace. E’ Absentia un po’ più verso dove avresti voluto vedere la franchigia Bond in seguito, forse anche vedere Bond come una donna?
Oh, penso che Bond possa venire fuori in diversi colori, forme e dimensioni. Mi piacerebbe vedere Bond – un po’ di Bond – in ciascuno. Ho pensato anche a quello. Ci sono personaggi, direi, con i quali mi sono identificata, che ho accompagnato nella loro storia, e non ho mai detto “oh, beh, questo è un tipo. Non sperimenterò mai questo.” Mi sono sentita strettamente identificata con un sacco di quei viaggi. E sono eccitata di vedere come le storie vadano a svelare tutto quel che le persone stanno esprimendo ora, ed hanno espresso per un po’. Sento come se si stia rendendo manifesto, ora, sullo schermo. E so quanto influenzi l’intero pianeta. Ero in Mongolia, e stavo guardando — non posso crederci, qualcuno aveva un satellite nel suo yurta, ed eravamo nel mezzo del deserto dei Gobi, e stavano proiettando K-pop. E stavo guardando questi ragazzi fare questa roba hardcore rap sul canale K-pop, ed era quasi identica ad un videoclip in cui avresti potuto vedere Snoop Dogg, o quello che sia. Ed io “Wow, guarda quanto lontano sia effettivamente Hollywood, quanto lontana sia l’industria dell’intrattenimento”. Quindi, penso, aprire storie a diverse razze, diversi generi, diversi qualunque cosa, avrà un effetto riverberante nel mondo. E sento che sia eccitante.

Qualche parola sulla stagione 2 di Absentia?
Non posso rispondere a questo, devo lasciare che Amazon faccia quel che deve.

Absentia esordirà venerdì 2 febbraio, su Amazon.

 

Indietro | Top

Non è uno spoiler dire che il nuovo show di Stana Katic sia degnamente-tutto-in-maiuscolo INTENSO. La nativa di Hamilton, Ontario — che potreste meglio conoscere per il suo lavoro in Castle— interpreta un’agente dell’FBI che tutti avevano dato per morta… finchè viene salvata da una capanna nei boschi dopo sei anni passati in prigionia. Come se ciò non fosse abbastanza drammatico, il suo personaggio, Emily, dice (o piuttosto, reclama) di non ricordare nulla sull’orribile esperienza. Quello di cui è pienamente consapevole, tuttavia, è il profondo shock del tornare ad un mondo che è andato avanti senza di lei – suo marito si è risposato, suo figlio è cresciuto, il Dipartimento ha arrestato qualcuno che si pensava fosse il suo assassino.

 

ELLE Canada: Quindi non solo interpreti questo personaggio impegnativo, ma sei anche produttore esecutivo di questo show. Qual è il ruolo più stressante?
Stana Katic: E’ un thriller psicologico, quindi direi che mantenere il personaggio fondato e col quale ci si possa identificare è stato più di una sfida onnicomprensiva, mentre partecipare alla produzione del progetto è stato bello poiché non richiede un’immersione totale, almeno non nello stesso modo.

EC: Cosa comprendono effettivamente i doveri del produttore esecutivo?
SK: Ho avuto il titolo di produttore in passato ma sento che questa sia la prima volta in cui sono stata davvero accolta al tavolo. Implica molto dialogo circa lo sviluppo del personaggio e lo sviluppo della storia prima e poi nel corso delle riprese, e poi sono stata parte del montaggio degli episodi. Ora stiamo guardando al futuro dello show, e ciò è altrettanto collaborativo, il che è eccitante per me.

EC: E’ stata un’esperienza strana, per un attore, essere nella cabina di montaggio di un progetto nel quale sei protagonista?
SK: Non sono il tipo di persona da “Yeah, voglio vedere filmati di me stessa!”. Non è in alcun caso qualcosa su cui passo il mio tempo libero. C’è stato un momento iniziale di umiliazione quando ho realizzato che stavo per essere parte del processo. Ma poi sono entrata nell’idea della storia globale, e nel darle uno sguardo ed assicurarmi di essere il primo grande partner a raccontare la storia insieme agli altri collaboratori. Una volta che guardi il tutto da quel verso, non importa se la camera è su di me o su uno dei miei colleghi, dal momento che ogni suo colpo sta sfidando il pubblico a stare sull’orlo della sedia, e lo impegna costantemente con i personaggi e con le puntate nella storia.

EC: E’ un ruolo abbastanza oscuro. Come hai fatto ad entrare in quello spazio emotivo ed a restare comunque un essere umano funzionante?
SK: E’ una storia difficile da raccontare, ma tutti evitiamo questa responsabilità di racconto. Il nostro regista e cinematografo ci ha assicurati che l’atmosfera e l’angolazione della camera avrebbero partecipato alla conversazione; ho avuto colleghi attori davvero amabili da tutto il mondo, davvero impegnati nel raccontare la migliore storia possibile.

EC: Ma come hai personalmente portato quel peso?
SK: Sai, un cocktail può aggiustare un sacco di cose.
 

EC: Parlami di cosa ti ha attirato a questo progetto…
SK: Emily è una sopravvissuta anti-eroe. È molto interessante interpretare un personaggio che non è del tutto corretto moralmente, in ogni aspetto, specialmente come donna. È sfaccettata, è a strati, è complessa, ed in qualche modo fedele a quel che siamo davvero come esseri umani. Le persone hanno lati oscuri, ed hanno anche vite stupendamente amorevoli, ed è stato interessante esplorare questo in qualità di attore.

EC: Avete filmato in Bulgaria. Com’è stato?
SK: Wow, che gemma! È Tahiti? No. Ha il suo charm, ed è stato funzionale al racconto della storia, inoltre. Per esempio, a qualche punto stavamo filmando in un tunnel, che in un momento è stato usato per immagazzinare testate nucleari. Abbiamo ripreso anche in una foresta di betulle, e l’edificio vicino alla foresta era un ex campo di concentramento. Quella storia è ovunque, e le persone la portano addosso. C’è anche molta magia, come quei bellissimi castelli medievali che sono doni inaspettati che abbiamo trovato viaggiando attraverso la campagna.

 Absentia è in onda di domenica sera su Showcase.

 

Indietro | Top

27 Gennaio/2 Febbraio

Di Ritorno dai Morti

Un’agente dell’FBI riappare dopo essere scomparsa per sei anni – ed è accusata di essere una serial killer

NUOVO THRILLER
Absentia
Venerdì, Amazon Prime Video

Quando l’agente dell’FBI Emily Byrne viene salvata dalle mani di un serial killer questa settimana, immaginereste sia la fine di un terrificante calvario. In effetti, per Emily, l’incubo sta appena iniziando…
Il nuovo thriller statunitense di Amazon Prime, Absentia, vede Stana Katic come Emily, scomparsa a Boston sei anni prima. Dopo una soffiata, viene salvata dalla prigionia nell’apertura di questa settimana, ma non ha ricordi di quello che le sia accaduto.

RICOMINCIANDO

“Tutti pensavano che Emily fosse morta, e la serie inizia con lei che riappare e ricomincia la sua vita” spiega la Katic. “Ma non riconosce più la sua vita poiché in sua assenza sono cambiate molte cose”.
Presto scopre che suo marito Nick (Patrick Heusinger), anche lui agente dell’FBI, si è risposato, ed il loro figlio Flynn, ora di nove anni, non riconosce sua madre. Ancora peggio, l’uomo condannato per aver ucciso Emily viene scagionato dall’ergastolo, e presto Emily si ritrova ad essere la prima sospettata in una serie di macabri omicidi.
Dopo che Emily viene convocata per un interrogatorio, viene costretta a fuggire per provare la sua innocenza, mentre Nick si concentra sull’identificare un possibile traditore nel dipartimento.
“Amo il fatto che Emily sia una vera sopravvissuta”, dice la Katic, che è meglio conosciuta per aver interpretato la detective Kate Beckett in Castle. “Le cose la trascinano costantemente giù, ma lei continua ad andare avanti”.
Il cast include diverse stelle britanniche, inclusa Cara Theobold di Downtown Abbey, nei panni di Alice, la nuova moglie di Nick, e Richard Brake di Game of Thrones, nella veste del raccapricciante recluso Conrad Harlow, che è condannato per l’”omicidio” di Emily – per essere rilasciato quando lei viene trovata.

Ha un ruolo anche Ralph Ineson – che ha interpretato il bullo Chris Finch in The Office – come l’Agente Speciale Adam Radford, l’ambizioso agente speciale resposabile dell’ufficio FBI di Boston, e capo di Nick ed Emily.
Benchè Adam si preoccupi per Emily, sua ex collega, egli poi coordina la caccia all’uomo dopo che lei fugge.

UOMO IN MISSIONE

“Adam è abbastanza simile a me” dice Ineson. “É abbastanza intimidatorio. Sono stato in molti show diversi, ma c’è un filo che passa per quasi tutti i miei personaggi. C’è un lato orgoglioso nella maggior parte dei ruoli che interpreto”.
Anche se l’azione è situata a Boston, Absentia è stato girato in Bulgaria – durante il suo momento più freddo nel giro di 25 anni.
“Il freddo gelido è stato la cosa più difficile dell’intera ripresa” dice Ineson. “La temperatura scendeva a -30°C, per cui è stata abbastanza dura in alcuni momenti. Quel clima è stato poi seguito da un’ondata di caldo, quindi stavo davvero soffrendo alla fine!”

Nick Durand 
Patrick
Heusinger

Il marito di Emily, e collega agente FBI, si risposa dopo la sua scomparsa, ma prova ancora dei sentimenti per lei
Tommy Gibbs  
Angel Bonanni

Il tenace poliziotto di Boston indaga su Emily quando delle prove la collegano ad omicidi recenti
Alice Durand
Cara Theobold

Il mondo della nuova moglie di Nick è sottosopra quando Emily torna e biasima Nick per la situazione
Adam Radford
Ralph Ineson

L’ex collega FBI di Emily è da allora salito di rango, ma non permette ai sentimenti di intromettersi nelle sue indagini.
Emily Byrne
Stana Katic

L’agente FBI si trova sospettata di omicidio nonostante l’essere stata prigioniera per sei anni.
Jack Byrne
Neil Jackson

Il fratello di Emily ha avuto problemi con l’alcool dalla sua scomparsa, il che gli ha fatto perdere il lavoro.
Flynn Durand 
Patrick McAuley

Il figlio di nove anni di Emily e Nick aveva appena tre anni quando Emily è scomparsa, e non la ricorda più.

Indietro | Top

Stana Katic su ‘Absentia’: ‘Quando pensi di sapere chi c’è dietro, ti sbagli’

GUARDA: Stana Katic che parla con il ‘The Morning Show’ di ‘Absentia.’

 

Stana Katic è al 100% su questo.

Nel nuovo thriller di Showcase Absentia, la Katic deve bilanciare una moltitudine di diverse storie e momenti pesantemente emotivi, dato che l’agente dell’FBI Emily Byrne, misteriosamente scomparsa per sei anni – tenuta prigioniera e torturata da un uomo mascherato – è ora stata ritrovata.

Tornando alla vita che una volta conosceva, la Byrne scopre che suo marito Nick (Patrick Heusinger) si è risposato, e che suo figlio Flynn ha ora 9 anni e chiama “mamma” un’altra persona. Oltre al dover avere a che fare con l’intensa sensazione di non appartenere più alla sua stessa vita, essa deve contendere con il trauma fisico ed emotivo del recupero. Dalla fine dell’Episodio 1, è chiaro che ci sia qualcosa con la Byrne che va oltre quel che si vede.

GUARDA SOTTO: Trailer della Stagione 1 di Absentia

Global News si è seduta con la Stana Katic a Toronto, e lei ci ha detto di non essere mai troppo sicura di quel che stesse accadendo riguardo Absentia. Garantisce che qualunque predizione sarà probabilmente sbagliata.

Lo dirò molto, gli spettatori si sono gettati nel profondo ed abbastanza rapidamente.
Sì! Non c’è respiro.

Absentia inizia davvero, davvero duramente. Lo serie mantiene questo slancio mentre procede?
Ci sono momenti di humor, ma è humor davvero oscuro. È un thriller, giusto? Quindi è roba da bordo della sedia da capo a capo. C’è sempre un cliffhanger alla fine di ciascun episodio. La velocità è a tutto gas, e non molla.

Al di là della tortura fisica, i primi momenti di Emily nello show sono abbastanza intensi. Lei ha alcune riunioni difficili. Come è stato girare quelle scene?
Ho guardato un sacco di metraggi di persone che sono state in zone di conflitto, e che sono sopravvissute. Ho guardato persone riunitesi con i propri figli, e santo cielo. Non puoi guardarle senza essere massicciamente colpita ed enfatizzando completamente con quegli esseri umani. Questo è importante… come manteniamo una storia come questa, così estrema, fondata?

Questo tipo di storia è comune nel corso della storia umana: una persona che è scomparsa ed infine ritorna e si riunisce con i propri cari. In questo caso, quel che è differente è che lei non realizza di essere mancata per quei sei anni. Non sappiamo davvero cosa le sia accaduto. Lei è tornata ed il mondo intero è andato avanti senza di lei.

Emily è una donna che non è più sposata, che non è più mamma… che non è più realmente se stessa. Quanto è stato complicato recitare questo?
È stato interessante vedere come il mondo di questo personaggio lo abbia ridefinito. Lei non aveva più proprietà di nulla, e quel che pensava di essere le è stato improvvisamente strappato via. Dove esiste lei ora? Tutto è cambiato e tutti si sono messi a proprio agio con il nuovo status quo. Il nuovo status quo non la include, quindi come si reintegra lei in quel mondo? Questa è l’esplorazione.

Quanti colpi di testa possiamo aspettarci nel corso di questa stagione?
Ogni singolo episodio…appena pensi di sapere cosa sta succedendo, appena pensi di sapere chi c’è dietro quel che accade, ti sbagli. [Ride] Il finale, da quel che ho visto, sorprende tutti. È abbastanza un finale in cui siedi lì e dici “Ok, bene. Abbiamo risolto la domanda di questo thriller per questa stagione.” Ma amico, si pone qualcosa di veramente intricato per la prossima… [Ride]

Come cresce e cambia Emily al suo ritorno?
Lei inizia come una vittima. È stata in prigionia per sei anni, ed è stata definitivamente torturata per sei anni. Non ricorda cosa o perché … o niente del genere, davvero. Ci sono molti segreti in questa famiglia; questa famiglia è un po’ più complicata della maggior parte. [Ride] Questi segreti cominciano a essere rivelati durante la serie e quello che scopriamo è che tutti erano davvero a proprio agio nel tenere quelle cose nascoste. Ora che è tornata, i segreti vengono portati alla luce.

Per quanto riguarda il personaggio, è feroce. È una guerriera, ha dovuto combattere per sopravvivere, ed il suo obiettivo principale era riunirsi a suo figlio. Ora deve combattere per ogni elemento della sua identità che le è stato strappato via. Ad un punto di questa stagione, è una fuggitiva… mi fermio qui, sto dicendo troppo!

In Castle, eri una co-guida. Qui sei il personaggio cardine. Come ti fa sentire questo personalmente, ed in caratteri di traiettoria della carriera?
Sai, per me, questo show è un complesso. Anche se la storia dipende dal mio personaggio, non significa nulla senza l’intero gruppo. Questa è la mia prospettiva sull’esecuzione. Abbiamo un insieme di attori stupendi, ed è un gruppo internazionale. Tutti sono venuti e dato il massimo, aggiungendo alla storia il maggior valore possibile. Ci vuole un sacco di energia per ottenere questo tipo di storia là fuori.

 

Indietro | Top

L’attrice ha partecipato al PODCAST FEM TV, DURANTE IL RILASCIO DELLA SUA NUOVA SERIE IN CANADA.

Stana Katic era a Toronto per promuovere la sua nuova serie TV, Absentia, che inizierà domenica, 21 gennaio, trasmessa in Canada dal canale Showcase, e negli Stati Uniti dal 2 febbraio su Amazon.

Katic è la star della serie ed è anche produttore esecutivo, con cui abbiamo parlato in questo mini podcast. Stana ha interpretato il ruolo di Kate Beckett nella serie di successo della ABC, Castle, insieme abbiamo parlato delle differenze tra la registrazione di una serie come Absentia, che sembra più un film di 10 ore, rispetto al formato più episodico di Castle.

Fem TV: In questo progetto non sei solo la star, ma anche uno dei produttori esecutivi. Come è nata questa opportunità e perché in questo progetto hai sentito che dovevi essere più che attrice?
Stana Katic: È nata come a volte arriva. Gli attori che hanno un po’ d’esperienza nel settore possono far parte della produzione. Ma, ovviamente, la differenza in quel caso è che Sony, che ha portato questo progetto alla vita, mi ha permesso ed accolto in molti degli elementi collaborativi e creativi della storia, in un modo che non ho mai avuto l’opportunità. Lo trovo fantastico, star seduta a quel tavolo ed impegnarmi a quel livello, perché posso partecipare attivamente al corso della storia. Questo è molto importante per me. Volevo essere sicura che raccontando una storia, dato che ho usato del tempo, sarebbe stato qualcosa di creativo ed emozionante. E questa è una storia che è unica nella scena televisiva. Sento che stiamo andando in quella direzione, con questa serie, in particolare.

Fem TV: Nel primo episodio, il tuo personaggio supera già un grande ostacolo e mostra molta resilienza*, nonostante tutto quello che ha passato e che sta per passare. Parlaci un po’ di come si adatta, essendo una persona scomparsa creduta morta ma che poi viene trovata viva. Ha commesso questi crimini? Come si sviluppa nei prossimi episodi?
Stana Katic: Emily Byrne era un agente dell’FBI, che dava la caccia a uno dei serial killer più famosi di Boston, ad un certo punto scompare (senza lasciare traccia). La nostra storia inizia sei anni dopo questo evento. Nel frattempo, viene dichiarata morta, considerata assassinata dal serial killer. Vediamo che il colpevole messo in prigione sta per essere giudicato. Ma prima del processo, prima che il verdetto venga letto, il pubblico scopre che è viva, è stata tenuta prigioniera per tutti e sei gli anni ed è stata torturata. Suo marito pensa che lei sia morta. Quello che succede dopo è che, come pubblico, scopriamo che lui si è risposato, che il figlio avuto insieme è quindi stato cresciuto da un’altra donna che chiama ‘mamma’, il padre, una colonna fondamentale nella sua vita, si è ammalato ed il fratello sta cercando di superare la dipendenza dall’alcol.
Quindi iniziamo con il vedere Emily una vittima che sta cercando di capire tutto quello che è successo negli ultimi sei anni. Tutti in qualche modo sono andati avanti, organizzando la loro vita, ma nel nuovo presente nessuno sembra aver lasciato spazio per lei, e questo in qualche modo ha portato alla luce molti segreti che questa strana famiglia ha nascosto in sua assenza. Poi passiamo a una storia in cui lei, Emily, non sta solo cercando di riorganizzarsi e trovare il suo posto in questa famiglia, che è appunto in qualche modo andata avanti, ma sta cercando di trovare il suo posto. In essa e nel mondo in generale, per ora è costretta a fuggire e difendere il proprio nome in un momento difficile della storia.

Fem TV: Pensavo che le prime scene tra Emily e Flynn fossero strazianti. Sono sicura che il figlio sia stato uno dei motivi e delle cose che gli hanno dato la forza di non mollare e di continuare a lottare. Quindi ritornare a vedere il suo bambino che la respinge in vari modi… In che modo questa relazione cambia o si evolve man mano che la storia progredisce?
Stana Katic: Sicuramente, hai ragione. Stavo leggendo questo grande libro, In Search of Sense, di Viktor Frankl, uno psicologo e uno dei prigionieri di Auschwitz. Parla di come le persone sono sopravvissute. Ci sono due cose che ha citato come ragioni e meccanismi che hanno avuto le persone sopravvissute. Uno era una ragione per sperare. Qualcosa da aspettare. Qualcosa in cui credere e [una ragione] per vivere. E quello doveva essere qualcosa fuori dal campo [di concentrazione]. L’altra cosa era un senso dell’umorismo molto oscuro. Pensavo che fosse molto accattivante, perché nel caso di Emily era così. Era suo figlio. E c’è qualcosa di molto feroce in questo tipo di energia materna, in quella capacità di forza sovrumana e resilienza*. E, naturalmente, questo è il caso di ogni genitore, lo vedo anche nei genitori. Tuttavia, penso che nella nostra storia è stato qualcosa che l’ha mantenuta in vita,  la speranza che si riunisse a suo figlio. Ecco perché le si spezza il cuore quando la rifiuta.

Fem TV: Direi che c’è un tema ricorrente nel primo episodio. Tutto si riferisce sempre all’acqua. Molto ruota attorno all’acqua, sia come fonte di vita e fonte di felicità, ma potenzialmente come fonte di morte. Immagino che tu abbia registrato scene molto intense in quella cabina. Parlamene un po’, sembrava così brutale.
Stana Katic: A volte è stato impegnativo, ovviamente. Il fatto che una persona venga torturata in questo modo, rischiando di morire … È stato difficile interpretarlo e cercare di far passare ciò che era necessario per partecipare a questa parte della storia. A un certo punto stavamo registrando in un lago, in pieno dell’inverno, e [la temperatura dell’acqua] era sotto lo zero. Dovevo andare al centro del lago e fare una scena dove uscivo dall’acqua. Senti che ti sto dicendo molto?! Non lo sono, c’è l’elemento di rinascita in esso, che è molto eccitante. Registrare la scena non era stato così eccitante, ma ero piena di adrenalina, quindi è stato divertente. Tuttavia, si sono preoccupati tu, non volevano che io morissi, ovvio. Ciò farebbe schifo, come finirebbero le registrazioni?! No. [Ride] È stata, ovviamente, una sfida per certi versi. La logistica che c’era dietro era molto stimolante.
Ma quello che hai detto, questo tema ricorrente dell’acqua, è anche un discorso agli elementi della psicologia storica, quando parlano dell’acqua e del suo significato, dell’emozione profonda e del concetto di rinascita. Se guardi all’acqua, il modo in cui la usiamo, è certamente una fonte di vita, come hai detto tu, ma è anche una fonte di risurrezione. Penso che queste cose, nel subconscio e nello scopo, abbiano risuonato nella nostra storia, poiché ha molto a che fare con la risurrezione e la rinascita.

Fem TV: Sono rimasta un po’ sorpresa di sapere che è stato registrato tutto in Bulgaria e che è ambientato a Boston, di solito si vedono Toronto o Vancouver come città americane. Questa è una delle prime volte di cui riesco a ricordare, nella mia esperienza di spettatrice della TV, che qualcosa è stato registrato in un paese che non si può nemmeno immaginare, a causa della sua storia di produzione televisiva. Forse potresti parlare un po’ del lavoro in Bulgaria e delle sfide, come l’acqua sotto zero in quella scena.
Stana Katic: Saresti sorpresa e penso di essere stata piacevolmente sorpresa anche io . C’era uno studio in cui stavamo lavorando, sembrava che fossimo allo studio della Warner Bros o della Paramount, eccetto che stavamo registrando in Bulgaria. Siamo stati in grado di accedere ad alcune delle troupe che avevano lì. Questa troupe ha così tante risorse, e sono stati proprio loro che hanno registrato film come “300” e “I Mercenari”. Abbiamo film d’azione molto redditizi che hanno spianato la strada a storie come la nostra, caratteristiche, personale di talento e incredibile, oltre a luoghi preziosi già pronti, grazie a queste precedenti produzioni.
Inoltre, in Bulgaria c’è una qualità che ha aggiunto valore alla trama. È una suspense, una suspense psicologica, e c’è una storia che si è infusa nella nostra storia, in qualche modo. Come ho detto recentemente, stavamo registrando in un tunnel ed è stato usato come, apparentemente, posto dove tenevano le testate nucleari per essere trasportate in altri posti se ne avessero avuto bisogno. Abbiamo anche registrato in una foresta con bellissime betulle, un edificio molto vicino a quel posto era un campo di concentramento. Quindi queste storie sono molto intense, parlano di persone che a volte hanno dovuto fare l’impensabile per sopravvivere. Penso che quell’energia si sia fusa con la nostra storia.

Fem TV: Il tuo nuovo ruolo, le persone non ti incontreranno più in Castle che era girato più in maniera episodica, con alcune storie indipendenti, ma con temi comuni. Non capisco, questo nuovo progetto è stato girato come un film di 10 ore, in pratica. Potresti parlarmi di queste differenze di sfumature, nel modo in cui ti sei comportata, con il copione, nel caso di un arco così lungo?
Stana Katic: In realtà, quella è stata una sfida per la nostra storia. Abbiamo registrato i 10 episodi in qualsiasi momento, il che significa che al mattino potevamo girare una scena dall’episodio 2, una scena dell’episodio 5 e di notte dell’episodio 3 o un’altra qualsiasi combinazione di questo tipo. È un arco estremo dal punto di vista un personaggio. Tuttavia, in quel momento, devi essere consapevole in che punto sei nella storia, come attore, per interpretare quel personaggio nel giusto arco evolutivo. È stata una sfida ed è stata interessante affrontarla. È stata una sfida divertente da affrontare. E penso che questa sia la differenza, in un certo senso, tra storie seriali e una storia con la fine di ogni episodio. Ci sono dei rischi che devi correre e devi essere consapevole di qual è, in quel momento.

Fem TV: Il marito di Emily praticamente continua la sua vita. Senti che ci sarebbero potuti esserci dei problemi prima che Emily scomparisse?
Stana Katic: Interessante. Parlami di questo.

Fem TV: Mi sentivo come se qualcuno non fosse stato fedele all’altro. O forse c’era una sorta di tensione. Ma solo per il primo episodio, suppongo, se c’era già qualche problema tra loro, come l’hanno superato, ora che ce n’è un altro… È andato avanti ma si puoi vedere che non appena Emily ritorna, lui è lì, accanto a lei?
Stana Katic: Penso che questo sarà un viaggio interessante per il pubblico. Patrick Heusinger, che interpreta Nick, ha avuto una bella sfida come attore nel mostrare questo conflitto ed è qualcosa che si evolve durante questa stagione. Quindi sono parecchio riluttante a parlarne, perché penso che sia qualcosa che il pubblico vorrebbe vedere, e vedere che il personaggio sta affrontando questa sfida, questo conflitto di cosa vuol dire avere qualcuno con cui hai avuto tanto, qualcuno con qui hai condiviso la vita.

Fem TV: Guardo il personaggio di Emily e mi fido di lei. Credo nelle sue motivazioni e dove sta andando. Questo continua? Quando gli spettatori iniziano a mettere in discussione le sue motivazioni? Oppure può essere parzialmente complice di ciò che viene dichiarato?
Stana Katic: Grande domanda. Per me, le storie più interessanti che ci sono al momento sono quelle che circolano attorno all’anti-eroe. E mentre molte di queste storie o molti di questi personaggi sono uomini, l’anti-eroe della nostra storia è Emily. Penso che il pubblico l’amerà, si arrabbierà con lei, farà il tifo per lei e l’attaccherà. E questo, per me, è la televisione di oggi. È una narrazione avvincente. Possiamo fare questo tipo di storia sulla TV via cavo, come il canale Showcase, dove è possibile sfidare un po’ di più i parametri della narrazione. Inoltre, in un certo senso, fa parte di questa nuova fase della produzione televisiva e cinematografica, perché la persona che è considerata l’anti-eroe è una donna. È emozionante esplorare tutto questo e ciò che significa, vedere anche dove andremo da qui in poi.

Fem TV: In particolare, sono un fan di questo e amo come il settore sta andando avanti senza sentirsi obbligato a rendere tutti i personaggi femminili carini. Posso ancora tifare per un personaggio ed essere interessata a vedere la prua di questo personaggio, anche se quella persona non è carina o se i suoi motivi non sono chiari. Mi piace.
Stana Katic: Anche questo è tipico. Stiamo guardando storie che vogliamo vedere… La storia di Superman è stata grandiosa, e lui era genuino, tuttavia, sento che c’è un tipo di attrazione che punta un po’ di più verso Batman. Ha senso?

 

*In psicologia, la resilienza è una parola che indica la capacità di far fronte in maniera positiva a eventi traumatici, di riorganizzare positivamente la propria vita dinanzi alle difficoltà, di ricostruirsi restando sensibili alle opportunità positive che la vita offre, senza alienare la propria identità.

 

Indietro | Top

L’attrice nata ad Hamilton ha amato fare i suoi stessi stunt nella serie TV, che debutta il 21 gennaio su Showcase.

Stana Katic aveva alcune cose sulla sua lista dei desideri da attrice: fare un progetto serializzato, interpretare un’anti-eroina, ed essere una star d’azione.

Le sta attraversando tutte con Absentia, la serie thriller psicologico che debutta il 21 gennaio alle ore 21 su
Showcase.

Stana Katic è l’agente FBI Emily Byrne, che riappare sei anni dopo essere stata rapita e presumibilmente uccisa, scatenando una serie di conseguenze inaspettate che implicano la sua vita personale e professionale, e le vite di coloro che la circondano.

Niente spoilers qui, ma il tortuoso show, carico di azione, vede Emily considerata sia vittima sia delinquente, man mano che la prima stagione di 10 episodi procede.

Per la Katic, più nota per le otto stagioni in cui ha interpretato la detective Kate Beckett nella dramedy di ABC Castle, recitare Emily è stato un thriller psicologico a velocità estremamente alta di un viaggio.

Lei è diversa da chiunque la Katic abbia interpretato prima, dice l’attrice durante una visita a Toronto.

In un senso, è un anti-eroe femminile.

Non ci sono molti grandi personaggi anti-eroe lì fuori, dice la Katic, 39, nata ad Hamilton, Ontario, cresciuta a  Chicago e studentessa all’ Università di Toronto.

“Mi sono seduta lì e ne ho guardati tanti. Ho visto Tony Soprano fare cose (orribili) … e comunque ho fatto il tifo per lui per tutto il tempo. Ho guardato Cillian Murphy farle in Peaky Blinders, Tom Hardy farle in Tattoo ed immagino sia una parte di quel che questo personaggio è.”

Sta cavalcando una parte davvero interessante tra moralità ed immoralità, e non tutte le sue motivazioni per farlo sono del tutto pure, ma se abbiamo fatto un buon lavoro l’audience starà con lei e tiferà per lei.

Interpretare Emily ha coinvolto sfide sia fisiche sia psicologiche per la Katic, e lei può a stento contenere la sua eccitazione sul fatto di aver eseguito lei stessa gli stunt per lo show.

“Si, si, è stato molto divertente!” dice entusiasta. “È stato grande essere fisica e davvero bello fare l’eroe d’azione per un pò. Anche la ragazza è tosta, giusto? Ho dovuto correre le mie macchine e fare le mie scene di combattimento e così via, e ovviamente abbiamo sempre la nostra controfigura. La mia controfigura era adorabile … ma ho dovuto fare, penso, una grande maggioranza del lavoro ed è stato fantastico.”

Per quanto riguarda gli aspetti psicologici dell’interpretare un personaggio che è stato tenuto in ostaggio per sei anni, dice la Katic, “Tornare essendo tecnicamente viva, ma morta per tutti quelli che hai amato. Quello è stato un viaggio ed è stato difficile per me. Fortunatamente avevo attori che recitavano insieme a me e non ho dovuto farlo da sola“.

(Le sue co-stars includono Patrick Heusinger, Bruno Bichir, Ralph Ineson e Cara Theobald.)

Quando ha avuto il ruolo, le è capitato di leggere circa sopravvissute alla Seconda Guerra Mondiale, donne che avevano lavorato nella Resistenza, così come la Man’s Search for Meaning di Victor Frankl, che tratta sul come lui sia sopravvissuto ad Auschwitz. Queste cose l’hanno aiutata a preparare il personaggio di Emily.

Ciò non rende giustizia al libro, ma Frankl ha detto che le persone che sono sopravvissute avevano un motivo per sperare, qualcosa fuori dal campo per cui vivere… la parte che ha davvero formato questo personaggio è quello per cui lei ha vissuto in quei sei anni di prigionia, e il fatto che stava in molti modi vivendo per suo figlio, per l’opportunità di riunirsi con lui, dice la Katic.

La riunione, ovviamente, non va come sperato, nè altri aspetti della vita di Emily tornano alla sua vita precedente.

La Katic dice che le angosce non sono specifiche del suo essere una donna ed una madre.

C’è qualcosa per me che è indipendente dal genere. Questo personaggio potrebbe essere anche Liam Neeson in Taken o qualcosa di anche più remoto, come qualunque personaggio in The Manchurian Candidate … o un soldato che torna dalla guerra. Chi sono ora loro nel mondo da cui  sono venuti e come vi si correlano?

La Katic vede il recitare sia come lavoro sia come arte, e dice di voler essere un’attrice da quando era “davvero piccola“.

Non voglio essere famosa. Voglio solo vivere nel mondo dell’immaginazione, ed è davvero divertente esplorare diversi mondi e vite attraverso quel che sia che facciamo; trovare un livello di compassione per gli esseri umani e scavare dentro, quasi come un detective, ciò che ci spinge, dice.

Per quanto riguarda il ruolo di Emily,Adoro la grinta del personaggio … Per una parte della nostra storia è vittima di violenza, e poi è una corazza, come se fosse persa, giusto? E ad un certo punto lei afferra la sua stessa vita e il suo destino e dice che arrivi l’inferno o l’acqua alta, sto andando a cercare quello che voglio nella mia vita, non a costo di nessun altro, ma a combattere per il suo bambino, a lottare per la sua sanità mentale, a combattere per il suo futuro.

È stupendo.

 

 

Indietro | Top

ABSENTIA: Stana Katic sull’interpretare “l’antieroe”, avendo voce in capitolo come produttore esecutivo.

Immagina che la tua intera vita ti venga strappata via, solo per esservi rigettata dentro anni dopo. La tua famiglia, la tua carriera, tutto ciò che una volta conoscevi diventa irriconoscibile. Quella situazione impossibile è qualcosa con la quale la star di Absentia, Stana Katic ha dovuto fare i conti quando ha assunto il ruolo di Emily Byrne, un’agente dell’FBI ritrovata dopo sei anni di tormento.

Absentia è il primo ruolo televisivo principale di Stana Katic dopo aver lasciato la Kate Beckett di Castle nel 2016. La serie, in debutto su Showcase in Canada questa domenica, è un thriller psicologico che esplora cosa significhi ritornare alla propria vita dopo un trauma, mentre si svela il pericoloso mistero della scomparsa di Emily.

The TV Junkies ha parlato con la Katic, che è sia stella della serie sia produttore esecutivo, ad una recente conferenza stampa a Toronto, dove abbiamo discusso la sua esperienza di interpretazione di un personaggio anti-eroe, cosa sia significato assumere il ruolo di PE (produttore esecutivo), e se ci si possa fidare di Emily.

TV Junkies: Quali sono state le tue considerazioni quando hai cercato un ruolo successivo a quello di Kate Beckett?

Stana Katic: Volevo trovare qualcosa che riflettesse quel che vedo nel mondo adesso, nel fatto che le donne sono complesse. Siamo sfaccettate, cercavo un personaggio che abbracciasse tutti quegli elementi. Questa certamente ne è una versione molto intensa poiché è un thriller psicologico. Penso che quel che spinga un’attrice, specialmente ora, è che quelle opportunità sono sempre più là fuori. Non siamo rilegate ad interpretare la fidanzata o la mamma moleste. Siamo ora una parte integrante della traiettoria della storia. Lo siamo state per molto tempo, ma credo stia diventando sempre più interessante.
Cosa significa quindi? Abbatte essenzialmente l’interpretare il personaggio antieroe,che credo sia vero per la forma. Riflette le persone. Ognuno fa scelte sbagliate e cerca di fare del suo meglio. A volte le scelte non sono basate sulla migliore moralità, perciò credo sia davvero avvincente, correlabile ed orribile: tutto ciò che gli antieroi possono essere.

TTVJ: Per Absentia, non sei solo l’attore principale, sei anche un produttore esecutivo. Cosa ha significato questo per il tuo essere nel progetto?

Stana Katic: Significa che ho un posto al tavolo. Significa che ho un dialogo e siedo e collaboro con tutti coloro che sono parte del progetto. La Sony è stata fantastica ad abbracciarmi ed accogliermi al tavolo. Sento come se ora sia importante approfittare e prendere quel posto quando viene offerto. Abbiamo lavorato sullo sviluppo, sul processo di modifica, e su come un potenziale futuro di Absentia possa apparire. È un privilegio ed un piacere.

TTVJ: Nell’ultima stagione di Castle hai avuto un riconoscimento da produttore, questa è stata un’esperienza molto diversa?

Stana Katic: ho avuto quel ruolo e riconoscimento prima, ma questa ne è una versione attiva. Sono sempre entusiasta di partecipare alla narrazione. Lancerò una storia a chiunque. Non significa che la riceveranno sempre. Questa volta l’hanno attivamente abbracciata e voluto sapere come mi sentivo in proposito, e come possiamo continuamente spingerci per renderla migliore.

TTVJ: Come attore, qual è stato il tuo processo per preparare un ruolo come Emily?

Stana Katic: Ho sempre una risposta scherzosa, ma ti dirò la verità nel senso che al momento in cui ho detto sì al ruolo, avevo letto di donne che erano sopravvissute alla Seconda Guerra Mondiale, e che erano partecipanti attive nella resistenza. Erano spie, fattrici, madri, un po’ di tutto. La straordinaria resilienza di queste donne, la tenacia, l’intelligenza per attraversare quello che hanno subito, sono state di vera ispirazione, e sono curiosa a riguardo. Questa storia è venuta fuori, così che è stata una parte casuale della preparazione, e penso sia parte della nostra realtà. Ci sono parti del mondo in cui le persone attraversano circostante estreme. Come si fa a sopravviverle? Come si passa dall’essere vittima all’essere partecipanti fiorenti alla razza umana?

TTVJ: Entrare in un ruolo come questo, dove vediamo un personaggio attraversare il trauma e poi trattare con il recupero, deve essere una sfida recitativa interessante.

Stana Katic: Sì, lo è stato. Lo abbiamo detto in una parte del mondo che ha una storia massiccia. Siamo fortunati poiché possiamo accedere a tante risorse in un posto come la Bulgaria. Stavo dicendo a qualcuno che stavamo filmando in un tunnel, a qualche punto della storia, ed apparentemente questo tunnel era un posto in cui immagazzinavano testate nucleari, e lo usavano per trasportarle. Abbiamo filmato anche in una foresta con alberi di betulla, e proprio accanto c’era un edificio che era uno spazio abitativo di un campo di concentramento. Avere quel tipo di storia immediatamente lì, credo abbia influenzato il racconto in modo molto subliminale. È stato informativo per noi, come attori. Specialmente per me, almeno.

TTVJ: Nel pilota c’è una sequenza terrificante, almeno per il pubblico, con Emily in una camera di vetro con l’acqua che inizia ad entrare. Com’è stata l’esperienza nelle riprese?

Stana Katic: L’hanno resa il più possibile sicura. Tuttavia, dobbiamo far sì che questa persona sia sul ciglio della morte, quindi è stato difficile. Dopo tre o quattro giorni ero tipo “oh mio dio”. Ma ero in buone mani, ed è stato bello. Allo stesso tempo lo stai agendo, quindi sei coinvolta dal terrore di quel che deve significare avere una vita del genere per sei anni. E poi possibilmente il torpore che viene dall’averla vissuta per sei anni. Cosa attraversa il personaggio? Nel suo caso, lei si connette con i ricordi di suo figlio, e quella è l’unica cosa che la mantiene. Penso fosse davvero interessante per questo personaggio.

TTVJ: C’è molto mistero sulla scomparsa di Emily. Come pubblico, possiamo fidarci di Emily?

Stana Katic: Wow. Spero che il pubblico possa. Come molti personaggi antieroe che ci sono lì fuori, siamo in questa parte del “sto davvero tifando per questo personaggio? Oh no, per favore, dio, non farlo”. Il personaggio di Tom Hardy in Taboo, quello di Cillian Murphy in Peaky Blinders. Questi sono tutti personaggi che hanno testato la nostra capacità di rimanere con il personaggio. Spero che lo facciamo con Emily. In un certo senso, parte del mistero di questa prima stagione è “chi stiamo effettivamente seguendo? Per chi facciamo il tifo?” Penso che il pubblico avrà dei momenti difficili in alcuni punti con lei. Tiferà per lei e sarà molto arrabbiato con lei. La amerà, e vorrà schiaffeggiarla. Così questa è parte del viaggio in questi 10 episodi.

Absentia premieres domenica, 21 gennaio alle 21.00 ET su Showcase in Canada. La prima stagione sarà disponibile per intero negli US venerdì 2 Febbraio su Amazon.

 

Indietro | Top