TUTTO UN TRATTO, UNA MADRE E UNA COMBATTENTE TENACE

Per Stana Katic, con radici serbo-croate, la serie Castle è stata la sua rivelazione. Per via del ruolo di detective determinata, è conosciuta in tutto il mondo. Tuttavia, la serie non si è conclusa in contesti positivi, c’è stata una riduzioni di costi e tagli dei produttori e degli attori, tra cui la stessa Stana, in modo da poter continuare a trasmettere la serie con un budget inferiore. Infine, la nuova stagione non è mai stata registrata, per le polemiche venutesi a creare dopo queste decisioni, è comprensibile se ai fan di Stana e di Castle non piace portare a galla questi eventi. Nella sua nuova serie, Absentia, interpreta un agente dell’ FBI da la caccia a uno dei serial killer più famosi di Boston. La serie di 10 episodi viene trasmessa da AXN, in Ungheria il martedì sera.
Stana Katic ha risposto alle domande dei giornalisti, incluso quelli di Index, relative alle registrazione realizzate in Bulgaria. Ha parlato, anche, della situazione delle donne a Hollywood e del fatto che Absentia è stato come girare tre film contemporaneamente.

Come presenteresti il tuo personaggio?
Interpreto un agente dell’FBI di nome Emily Byrne, è stata rapita 6 anni prima della serie. Tutti pensavano che fosse morta, la serie inizia quando viene trovata in una capanna nei boschi, senza alcun ricordo degli anni in cui era scomparsa, trova tutto molto cambiato. Tornando a casa scopre che il marito si è risposato e che suo figlio è cresciuto chiamando un’altra donna “mamma”, la salute del padre è peggiorata. Questo è il modello della serie.

Eventi 2017 – Clicca sulla foto per vedere gli eventi a cui a partecipato Stana nel 2017

Se dovessi caratterizzare Emily, cosa diresti: lei è una sopravvissuta oppure una guerriera?
Sopravvissuta. Ma per essere un sopravvissuto devi essere un guerriero. Io amo il mio personaggio perché ha dovuto affrontare cose estreme e ora non può tornare indietro (alla sua vecchia vita). Ci sono diverse cose che si porta indietro, costantemente, ma nonostante tutto lei continua ad andare avanti.

Avete parlato con degli psicologi per capire cosa significa essere una vittima?
Ho parlato con alcune persone, sì. Gli scrittori e i produttori hanno voluto raccontare una storia che fosse credibile. Non è l’unico obiettivo della nostra serie, ma è uno dei più importanti, che la serie sia il più credibile possibile.
Quello che Emily ha affrontato è un grande esaurimento. Durante i preparativi per la serie, ho parlato con professionisti che hanno avuto a che fare e aiutato persone che sono state sequestrate per anni. Ho anche letto molto su questi casi. Inoltre, abbiamo registrando la serie nei Balcani dove, credo che ci sia una storia incredibile di sopravvivenza e in circostanze pazzesche. Penso che tutto questo si vede attraverso lo schermo grazie all’aiuto della nostra squadra parzialmente locale. Dà un’altra energia a questa serie. Mi dispiace se sembro meravigliata da tutto questo.

Cosa ti piace di più su Emily?
Mi piacciono le persone che fanno tutto il possibile per sopravvivere, lei è proprio così. Quando ho letto che Emily è una guerriera, che non si arrende. Ne sono stata entusiasta, non volevo interpretare una persona che era solo una vittima e cose del genere. Ho letto un sacco di copioni e ho visto molti ruoli femminili. La maggior parte sono madri e mogli. Ci sono pochi personaggi così, interpretare una madre e una vera guerriera allo stesso tempo. Quando ho letto lo script, mi sono ricordata che pensavo che ruoli come questi non erano disponibili. Penso che sia qualcosa di così moderni, interpretati da donne. Prendiamo Katniss (personaggio di Jennifer Lawrence in Hunger Games) e altri personaggi come lei. Il nuovo prototipo di guerriero che vogliamo creare è sia madre, sorella e ex moglie di qualcuno. La serie mostra diverse facce di un personaggio forte.

Come ottenere più ruoli e pari retribuzione per le donne a Hollywood?
Possiamo pensare che siamo nel 21° secolo e che possano essere risolte le discriminazioni. Credo che tante cose stiano cambiando di recente. Negli Stati Uniti, le donne e gli uomini si sono riuniti per attirare l’attenzione su questi problemi. Penso che questo possa essere la chiave per l’intero settore e noi stessi dobbiamo essere responsabili e stabilire alcune regole, che dovranno essere uguali per tutti.

Era la tua prima volta come produttrice di una serie. Come è andata?
Interessante. Come produttrice, sto lavorando per garantire il successo della serie e sto cercando di fare tutto il possibile per dare alla squadra tutto quello di cui hanno bisogno. Inoltre, ho molto più attenzione ai dettagli che quando sono solo un’attrice.
Oltre al mio ruolo, questo lavoro è stato speciale per me, perché, di fatto, è come fare un film indipendente, che andrà in onda in televisione. Sembrava molto eccitante per me e penso che i film indipendenti sono molto importanti perché sono i progetti più rischiosi, quelli che a cui i principali studios non sono interessati. Come produttrice sto lottando per far registrazioni, a partire dal primo giorno di riprese fino all’ultimo, nella stessa alta qualità. La serie è in corso di registrazione da più di 50 giorni ed è comprensibile che le persone stiano iniziando ad annoiarsi. Inoltre, la storia della serie non è la più comune. L’ho sperimentato nella mia pelle, ogni sera quando torno a casa scopro di avere nuovi lividi e di solito non ho idea di come me li sia procurati.

Come ti è arrivato il ruolo, dopo Castle?
Nel modo più comune. Il mio agente mi ha mandato il copione, come al solito. In precedenza, ha avuto un ottimo rapporto con il team di Sony, che ha cominciato a svilupparsi in quel momento. Man mano che le cose si evolvevano, il progetto è arrivato a me e il mio agente mi ne ha parlato, ha trovato la sceneggiatura interessante e ha creduto che avrei con questo incarico avrei avuto tutto quello che volevo per il mio prossimo lavoro.
Castle è stata una grande esperienza e penso di essere stata fortunata ad avere registrato 8 stagioni in una serie con così tanto successo. Mi ha dato una grande base, ma poi ho pensato che avevo bisogno di cambiare la mia carriera un po’, fare una cosa nuova. Quello che volevo come attrice, e per il mio futuro, era essere coinvolta come produttrice in questo progetto. Questo è un pezzo di lavoro, che non avevo mai sperimentato finora. La cosa più importante da fare è costruire qualcosa che rende faccia uscire la tua creatività.

Com’è stato lavorare accanto al regista?
Come attrice, è come girare un film. Non abbiamo registrato in ordine cronologico, ma per posizione. Ieri o l’altro ieri, se ricordo bene, abbiamo registrato scene per cinque episodi diversi. Questo è abbastanza insolito per una serie americana. All’inizio delle riprese, noi attori ci siamo guardati a vicenda, avevamo tutti  e 10 copioni degli episodi in mano e dovevamo saperli tutti guardarono a vicenda perché, per la prima volta, qualunque episodio poteva essere parte di qualsiasi ripresa. Tutti i personaggi hanno il proprio modo di costruirsi e mostrarsi consapevolmente.

È come girare 3 film in 62 giorni.

Il regista e il cineoperatore lavorano insieme, come se fossero un singolo cervello. Hanno un ottimo senso nel riuscire a trovare il centro emotivo di ogni scena. A volte, nel modo in cui gli attori dicono le loro battute, e talvolta con le loro soluzioni tecniche, possono portare il materiale ad un nuovo livello. Altrimenti, l’atmosfera è molto tranquilla e cercando di trovare le soluzioni migliori. È un po’ come camminare attraverso la nebbia, potresti trovare ostacoli e tutto il resto quando ne rimani ‘intrappolato’. Quindi abbiamo deciso cosa fare. C’è un significato in questo e spero che tu riesca a capire cosa intendo.

 

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Stana Katic, co-protagonista nella serie Castle, cambia registro nell’oscura e creda Absentia.

 

OGGI AXN PRESENTA:
UNA SERIE AMERICANA CHE SEMBRA SCANDINAVA

Emily è un’agente dell’FBI. O meglio, era. “Fu sequestrata sei anni prima dell’inizio della nostra storia, e si crede che sia morta”, spiega Stana Katic, che torna in televisione dopo un breve PARON TRAS EL EXITO di otto stagioni di Castle. La storia di Absentia, che stasera (22.05) presenta il canale AXN, inizia quando Emily, il suo personaggio, appare senza ricordare quel che è accaduto in questo tempo. “È stata torturata per sei anni, torna ed inizia una nuova vita. Il suo mondo precedente è cambiato completamente: suo marito si è risposato, suo figlio è cresciuto e chiama “mamma” un’altra donna, suo padre è malato… Così inizia la prima puntata”, continua l’attrice canadese con radici serbe.

Quello che era il marito di Emily, Nick (interpretato da Patrick Huesinger), riceve una chiamata con la localizzazione del punto in cui può trovarla: in una capanna nel mezzo del bosco al di fuori di Boston. Quella capanna, in realtà, è stata costruita nel mezzo dei boschi del Palazzo di Vrana, la residenza ufficiale di Simeone di Bulgaria nella periferia di Sofia, oggi aperta al pubblico. In totale, tra i giardini ed i boschi nel circondario del palazzo, sono state girate 35 scene di Absentia. “Molta dell’azione si svolge nella natura, e questa somiglia abbastanza a quella del Massachusetts”, racconta Maria Feldman, una delle produttrici.

Per la Feldman, il direttore Oded Ruskin, ed il direttore della fotografia, Nadav Hekselman, era fondamentale girare in posti distinti e reali, evitare gli studi il più possibile. “Non giriamo cronologicamente, ma come un film: c’è il copione completo di tutti gli episodi e giriamo in base al posto”, spiega la Feldman. Dall’inizio, creatori ed attori hanno avuto accesso ai copioni completi dei 10 episodi, girati in un tempo record di 62 giorni iniziando da gennaio 2017 e passando per 60 posti a Sofia e nei suoi dintorni. “Solo le poche scene di città le abbiamo girate in studio, ricreando le strade”  racconta.

Si necessita di una squadra ben allineata creativamente per superare una ripresa così. La Feldman, Ruskin e Hekselman provenivano da un lavoro insieme in False Flag, serie di spionaggio israeliana che ha richiamato l’attenzione dello studio, e per la quale è stato mandato loro il copione di Absentia.
Li colpì subito. “Mi piace che sia un thriller ma che sia anche un dramma familiare”, dice Oded Ruskin. “Mi è sembrato unico perchè è thriller, ma molto, molto emozionale: è una donna che torna per scoprire che suo marito si è risposato”.


“È una domanda interessante da porti come attore”, riflette Huesinger. “Che faresti se qualcuno a cui tieni scomparisse? Per quanto tempo lo cercheresti? Immagina di perdere tuo figlio: per quanto lo cercheresti prima di demordere? E, d’improvviso, quando già hai rinunciato, torna e devi affronare tutto, è un altro tipo di dramma”.

Oscurità ed emozioni

Nick si trova all’improvviso in casa con la sua ex moglie, Emily, che non ha mai smesso di amare, e con Alice (Cara Theobold), la sua attuale moglie, che ha cresciuto il figlio di Nick ed Emily e la quale anche ama. “Tutti i personaggi hanno la propria storia e lotta”, dice Theobold. Altro elemento che differenzia Absentia dalle serie di mistero e le aggiunge emozioni, commentano i produttori.

Ma, soprattutto, quel che la distinguerà dalle serie come Blindspot, con la quale coincide riguardo la perdita di memoria delle sue protagoniste, è il suo tono. “È molto più oscura e cruda”, dice Theobold. “Sembra una serie scandinava”“Qualcosa che da molto tempo non si vedeva nella televisione americana”, aggiunge Neil Jackson, che interpreta il fratello di Emily. Patrick Huesinger è d’accordo: “Se devo paragonarla a qualche serie, sarebbe con l’originale danese di The Bridge, tanto nel tono quanto nell’interpretazione, come nel copione o nella fotografia”.

UN’INSALATA DI GENERI

Absentia è un thriller poliziesco, un dramma familiare, romantico… “È una storia molto drammatica”, dice Oded Ruskin, il suo direttore, che ha cambiato molti dettagli della storia originale, però mantenendo la premessa: Che succede se una donna torna dopo sei anni di sparizione?- “A volte sembra un film horror”, aggiunge la produttrice Maria Feldman.

Anche se di produzione americana, tutta la squadra concorda nell’assimilarla più allo stile di serie oscure che si sono prodotte in Europa di recente. “Esplora il dolore, senza indorare la pillola”, assicura Clara Theobold. Molte delle domande si risolveranno nella prima stagione, ed altre rimarranno aperte… per possibili rilasci futuri.

 

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Sopravvivere all’oscurità intervistata Stana Katic

 

Stana Katic già familiare agli spettatori, per la serie crime Castle, ora si mostra in un personaggio differente con una nuova serie. Mentre Castle era più leggero, Absentia è una serie molto più oscura: un thriller drammatico e preoccupante che inizia con un caso sconcertante.

Qual è il mistero che circonda la protagonista?
Stana Katic: Emily Byrne, il personaggio che interpreto, era un eccellente agente del FBI, felice con un marito e un figlio, sei anni prima (dall’inizio della storia ripresa), scompare senza lasciare traccia. Mentre all’inizio della serie, vedremo trovare Emily in una cabina nei boschi, in fin di vita e senza alcun ricordo degli anni in cui era scomparsa, l’uomo che credevano fosse il suo assassino, invece,viene rilasciato dalla prigione.

Cosa ti ha attirato della serie?
Stana Katic: Durante la lettura dei primi quattro episodi, la storia ha richiamato la mia attenzione, in particolare perché la protagonista non era solo una sopravvissuta. Mi interessano molto le storie, così come sono. Ho letto molti libri sulle persone sopravvissute nella seconda guerra mondiale e all’olocausto. È interessante vedere una persona dei giorni nostri, professionista in quello che fa, ma nello stesso tempo una madre e, un po’, anche un’eroina, che ovviamente ha commesso degli errori.
C’è una cosa in questo personaggio, che mi fa pensare a cosa può significare superare cose apparentemente invincibili, lottare attraverso le condizioni più estreme e affrontare queste situazioni. Per me, è una scoperta del personaggio.

Perché vedi Emily come una sopravvissuta?
Stana Katic: Quando ricompare, viene a conoscenza che il marito si è risposato e anche che il suo bambino è cresciuto chiamando un’altra donna mamma. Scopre anche che suo padre si è ammalato e le difficoltà avute dal fratello per superare l’alcolismo. In un modo o nell’altro sono tutti andati avanti, e lei si deve adattare in un mondo, e in una famiglia, che è andato avanti senza di lei.

Hai dovuto migliore alcune delle tue qualità per il ruolo?
Stana Katic: Ho dovuto imparare alcune cose nuove, cose difficili, come guidare un go-kart o nuotare in acque molto fredde.


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Gli episodi sono stati girano in Bulgaria. Come hai vissuto questa esperienza?
Stana Katic: Sapevo di contare su un gruppo con molta esperienza, che ha girato i più grandi film di azione degli ultimi 10 anni. Tutti si conoscevano, è stato come entrare a far parte di una grande famiglia e sono stata accettata calorosamente.

Come è stato girare 10 episodi tutti assieme?
Stana Katic: Nelle serie televisive, normalmente, si gira un episodio alla volta, in questo caso era come se stessimo girando un film. Quando abbiamo iniziato avevamo tutti i 10 copioni nelle nostre mani. Questo non vuol dire che eravamo meno coinvolti, negli intervalli parlavamo su come approfondire la storia. Però dall’inizio, sapevamo dove stavamo andando e come avremmo finito, questa consapevolezza mi ha aiutato molto a far diventare il ruolo più credibile possibile.

Hai una scena preferita?
Stana Katic: In una scena Emily deve nuotare in mezzo al lago per riuscire a scappare e deve uscire dall’acqua. Quando ho girato questa scena, faceva molto freddo, tanto che il gruppo e i produttori erano molto preoccupati per la temperatura. Ma, misi la tuta d’immersione sotto i vestiti, e andai al centro del lago, tutti mi guardarono mentre trattenevo il respiro. Ogni tanto, in quei momenti è stato difficile anche respirare, non avevo idea di cosa vuol dire espirare.
Questa scena, esprime perfettamente il tema della rinascita e del recupero, e soprattutto di chi è questo personaggio. Emily esce da un luogo periodo davvero molto profondo e pericoloso, come dire, non demorde. Lei è andata oltre l’oscurità.

Esiste un tema universale nella serie con la quale il pubblico possa identificarsi?
Stana Katic: Non è solo una storia di suspance, ma vediamo anche relazioni a livello delle relazioni e questo può attrarre tutto il mondo. Padre e figlia, madre e figlio, marito e moglie, relazione tra fratelli, la sopravvivenza è un punto fondamentale. È interessante vedere la forza delle persone, come possono trovarsi in circostanze straordinarie e come possono superarle e, infine, come sono capaci di riunirsi e ricostruirle.


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Nella serie, cosa ti è interessato di più?
Stana Katic: Soprattutto le relazioni familiari che sono poco comuni, però la maggior parte delle famiglie sono complicate ed emozionanti, vero? Sicuramente, questa famiglia è leggermente più complicata di quelle comuni, e questa è una bella sfida per un attore. Anche se è interessante, nella storia, che i creatori collochino la madre nel centro. Non ci sono molte storie dove la madre è una super-eroina che, allo stesso tempo, lotta contro problemi psicologici. Senza dubbio, qualsiasi persona di qualsiasi età può sentirsi identificato.

 

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AXN Spagna presenta una nuova stagione, con Absentia come grande proposta.

“Vogliamo aumentare il vincolo emozionale” hanno detto i direttori del canale presentando le quattro serie nuove.
Rilasciata anche la nuova serie con protagonista Stana Katic (la detective di Castle).

21.09.2017

La catena di AXN ha presentato, nella mattinata di questo martedì, quattro nuove serie TV.
Ignacio Zamacola, direttore del marketing del canale, ha presentato precedentemente, il nuovo tema dalla catena, “Il nuovo ‘claim’ di AXN è ‘puro carattere’ e vogliamo che continui ad esserlo; un insieme di nuovi personaggi che oggi giorno riempiono il canale”.

“Siamo emozionati per le nuove prime uscite”.

Il direttore della catena, Jorge Lezaun, ha preso la parola mostrando la sua allegria “Siamo emozionati per le nuove prime uscite, queste rappresenteranno il carattere con il quale ci sentiamo identificati”.

Tenendo, sempre presente, questo nuovo tema, Lezaun ha espresso che “nelle serie di AXN, solitamente auto conclusive, la cosa più rilevante sono i personaggi. Sono loro e il loro carattere che permettono un appuntamento settimanale con i telespettatori”.

Il direttore ha detto “Vogliamo aumentare il vincolo emozionale che questi personaggi hanno con il nostro pubblico in Spagna”.

“Il segreto di AXN è un buon personaggio”.

Carlos Herran, direttore della programmazione del canale, ha voluto puntualizzare che “Un canale è il succo di molte cose, il segreto di AXN è un buon personaggio. Che arriva al pubblico perché lo emoziona, lo connette ed attraverso di loro si vive un’altra vita.”

Per questa nuova stagione, ha iniziato dicendo “Vogliamo qualcosa di diverso. Qualcosa che offra: carattere, emozione, tensione e che ci lasci con il fiato sospeso. Un grande conflitto, che metta la vita in gioco, che il protagonista dovrà risolvere”.

“Il pubblico non smette di chiedere opere originali e varie. Principalmente noi ci incentriamo nei polizieschi, però questa volta ci apriremo ad altri generi.” ha continuato, prima di passare a presentare ognuna delle sue quattro nuove grandi proposte.

Absentia con Stana Katic, la grande ‘scommessa’

La proposta più ambiziosa è Absentia con protagonista Stana Katic, famosa per Castle. “È una nuova produzione di AXN networks per tutto il mondo”, come ha spiegato Lezaun. “È una nuova serie originale, ci facciamo carico delle conseguenze sia buone che cattive”, ha scherzato Herran.

“Siamo molto orgogliosi di contate su Stana Katic. È una serie completamente diversa rispetto a Castle” ha specificato il direttore della programmazione, aggiungendo che inizierà lunedì 25 settembre con doppio episodio.


‘SWAT’, ‘The Good Doctor’ e ‘The Brave’

La catena ha anche acquistato i diritti di ‘S.W.A.T. – Squadra speciale anticrimine’ il remake che vede protagonista Shemar Moore, che “Va molto più in là dell’azione, ci sono conflitti radicali che uno non si aspetta in una serie di questo genere”. “Era una delle serie più desiderate degli ultimi screeners negli Usa. Abbiamo fatto molti sforzi per poterla avere” hanno assicurato.

In ‘The Good Doctor’ Freddie Highmore si mette nei panni di un giovane chirurgo con autismo e sindrome di Savant. Le sue difficoltà sociali si sostituiscono con le sue straordinarie doti per la medicina e la chirurgia. La serie è creata da David Shore (‘Dr. House’) e l’attore di ‘Lost’ e ‘Hawaii Five-O’ Daniel Dae Kim.

Dietro ‘The Brave’, invece, vi è il produttore esecutivo di ‘Homeland’, Avi Nir, questa è una serie con protagonista Mike Vogel che mostra il mondo dei militari americani. Arriva dalla NBC, e Herran Jah ha affermato che è anche una delle più desiderate negli screeners negli Usa.
Si avranno anche delle continuazioni di serie.

Oltre a questi nuovi nomi in uscita, la catena lascia in chiaro che “Siamo anche per l’innovazione, però manteniamo anche la continuazione delle serie che si incastrano alla perfezione con il carattere di AXN. Proponiamo la varietà, personalità, ma prima di tutto la qualità.”

Per questo, gli spettatori di AXN potranno continuare a guardare ‘Criminal Minds’ con la sua 13ª stagione, ‘NCIS – Unità anticrimine’ alla 15ª stagione, la 3ª serie e quelle a seguire di ‘Blindspot’, la 5ª di ‘Candice Renoir’, e la continuazione di ‘White Collar’.

Seguiranno anche la 3ª stagione di ‘Chicago Fire’ e ‘Quantico’, la 4ª stagione di ‘Le regole del delitto perfetto’ e ‘iZombie’, la 2ª di ‘Franklin & Bash’ e infine la nuova stagione di ‘Suits’.

 

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PERSA, MA TROVATA DOPO “CASTLE”


STANA KATIC INTERPRETA UNA POLIZIOTTA DATA MORTA IN ABSENTIA, IL SUO RITORNO IN TELEVISIONE


Maria Feldman poteva essere un’assistente di produzione, con la sua giacca ed i suoi stivali infangati, ma è la produttrice di Absentia. «La tenuta è la proprietà del re», dice in un inglese con forte accento israeliano, mentre fa da guida attraverso un parco che sembra più un bosco. A Sofia, il re al quale si riferisce la Feldman è Simeone di Bulgaria.

Lì è stata ricreata la costa est degli Stati Uniti, dove è ambientata la serie che AXN presenta questo lunedì alle 22:05 in Spagna. La vegetazione è simile ed il (mal) tempo regnante anche.
Nel mezzo di un parco-bosco, una capanna. La tetra costruzione è uno dei primi scenari che lo spettatore vedrà in Absentia, poiché lì la poliziotta troverà Emily Byrne, considerata morta dopo la sua sparizione sei anni prima. Questo è il punto di partenza della serie che riporta Stana Katic all’attualità televisiva, dopo otto stagioni di Castle.

La stella appare in un taxi, con i capelli fradici e sangue (presumibilmente artificiale) che le scorre sulla fronte. La Katic, oltre che protagonista, è la produttrice esecutiva di Absentia.
Il copione del suo episodio pilota, scritto dalla giovanissima Gaia Violo, ha fatto un po’ di giri prima di finire nelle mani della Katic, tramite il suo agente. «Come produttrice esecutiva probabilmente sono più consapevole dei dettagli rispetto a se recitassi solamente», riconosce l’attrice.

Davanti alla domanda sulla (scarsa) raffinatezza dell’abbigliamento, scherza sul fatto che si tratta di una storia oscura, senza un solo sollievo comico. Per preparare il suo personaggio, la Katic si è documentata sui casi di donne soggette a lunghissimi sequestri. Racconta questo seduta nell’hotel di Sofia in cui riceve la stampa, opportunamente ornata come una stella (e produttrice) in piena promozione. «Stiamo facendo un film indipendente per la televisione», commenta entusiasta, preoccupandosi molto di svelare dettagli della trama.

Anche Patrick Heusinger, suo marito nella serie, entra nel terreno degli spoilers. Per lui, habitué della fiction televisiva in ruoli secondari o episodici, Absentia significava la possibilità di lavorare con il direttore Oded Ruskin. Dopo aver visto in una seduta False Flag, la serie precedente di Ruskin («mi sono alzato solo per andare in bagno e mangiare qualcosa»), Heusinger decise che doveva lavorare con lui, così come racconta.

L’abbinamento direttore-produttrice di False Flag, formato da Ruskin e Maria Feldman, si ripete in Absentia. Quando rispondono insieme alle domande dei giornalisti, si mostrano come una squadra ben consolidata. Cosa fondamentale se bisogna gestire più di 60 posizioni però si dispone solo di 62 giorni per girare una stagione di 10 episodi. Per loro, rappresentanti della sempre più influente fiction televisiva israeliana, Absentia è il loro ingresso dal portone nella fiction nordamericana. Però assicurano di mantenere il sistema con il quale hanno prodotto False Flag o, nel caso della Feldman, Fauda. Ora sono al servizio di una stella internazionale della televisione che ha, e lo sa, tutti gli occhi puntati su di lei. Absentia è «la nuova serie di Stana Katic» e la risposta alla domanda “Che farà Stana dopo Castle?” è: saltare il fosso e girare in Bulgaria una serie prodotta da lei stessa.

Il suo personaggio in Absentia è stato scomparso sei anni. Senza dubbio, per una stella della TV, 16 mesi (il tempo trascorso dalla fine di Castle) possono diventare molto più lunghi.

DIFFICOLTA’ DELLA VITA IN COPPIA


I giornalisti accorsi alle riprese di Absentia hanno esperienza sufficiente per sapere cosa domandare o meno a Stana Katic. O forse sarà che i pettegolezzi non interessano tanto quanto si potrebbe pensare. Per questo nessuno insiste nel chiedere all’attrice della già stabilita Castle e molto meno delle voci per cui fu negativa la relazione tra lei e l’altro protagonista della serie, Nathan Fillion, che ha giudicato sette anni di successo televisivo. È chiaro che l’uscita della Katic dalla serie ha precipitato la cancellazione di quella che sarebbe stata la sua nona stagione. La coppia formata da Kate Beckett e Richard Castle, funzionava sullo schermo, ma non in vita reale. Come la Boston di Absentia, che in realtà è la Bulgaria. La magia della televisione…

 

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Emily Byrne è una moglie coraggiosa e anche una madre. Intervista a Stana Katic, la protagonista della clamorosa serie tv ABSENTIA.

Absentia è un thriller o un dramma morale?
È un thriller ricco di suspence che non lascia lo spettatore tranquillo. Non permette di rilassarsi. Quasi nessun eroe è esattamente ciò che si potrebbe pensare. La storia però permette di identificarsi nei personaggi, capirli. Emily ha una famiglia che sta vivendo enormi difficoltà con la sua scomparsa. Le scene che coinvolgono suo padre, il fratello o il marito sono molto toccanti. Vediamo cosa succede alle persone quando un familiare stretto muore e poi all’improvviso ritorna dalla tomba anni dopo.

Il primo episodio è piuttosto brutale, non me l’aspettavo.
Abbiamo cercato di giustificare in modo convincente la violenza sullo schermo. Non volevamo fosse rappresentata solo per intrattenere il pubblico. Avevamo bisogno di un profondo profilo psicologico per Emily. Quando ho lavorato al ruolo, mi sono interessata a vari casi di sopravvissuti, al loro stato mentale. Ho letto, per esempio, testimonianze dei sopravvissuti alla Seconda Guerra Mondiale. Volevo capire come gestire un trauma del genere, che cosa mantiene le persone in vita in situazioni così estreme. È stata una sfida interessante.

La più grande nella tua carriera fino ad ora?
Sicuramente una delle più grandi. Abbiamo girato 10 episodi insieme. Spesso ci spostavamo da un set all’altro nei diversi episodi in un solo giorno. Per un attore, è come recitare 3 film alla volta, perché il personaggio cambia nel corso della serie.

La sua relazione con gli altri personaggi cambia?
Si, perché ognuno ha sfaccettature diverse – lei è una sorella, una figlia e una madre. Anche un’agente dell’FBI. Ma la cosa più difficile è sicuramente il rapporto tra Emily e suo figlio. Il loro amore incondizionato fiorisce con lo sviluppo degli eventi. Ho visto molti film in cui il protagonista fa di tutto per proteggere la figlia. Nel caso di Absentia, la situazione è diversa. Una donna è il personaggio principale e deve compiere una missione per salvare suo figlio.

Ora, soprattutto in tv, le donne stanno acquistando ruoli sempre più interessanti.
Si, vero. Ci sono copioni scritti apposta per donne che si rivelano complessi e sorprendenti. Quando mi è stato offerto il ruolo della madre in Absentia, ero dubbiosa. Mogli e madri nei film o nelle serie spesso stanno sedute e passano il tempo a preoccuparsi, è il loro lavoro. Ma Emily è piuttosto la forza motrice dell’intera storia e ha una personalità complessa. Di certo non è la sola. Mi sembra anzi che tutti i personaggi siano ambigui, e lo sceneggiatore ha dato peso alla cosa.

Hai subito qualche cambiamento riguardo l’aspetto di Emily?
Questa donna è molto ferita, ha cicatrici, è stata torturata. Eravamo tutti d’accordo (produzione e direttore) sul fatto che questa donna non dovesse essere carina. Le sue esperienze dovevano trapelare dal suo aspetto.

Cosa ricordi del periodo in cui avete girato in Bulgaria?
È stata un’esperienza fantastica grazie ai membri del team che si sono impegnati al 100%. Ho incontrato un truccatore e un ingegnere addetto alle luci che hanno fatto questo lavoro per generazioni. Eravamo in inverno e c’erano molte scene difficili. Una serie piena di scene d’azione è sempre dura, richiede tecnica. Ma grazie ai colori cupi dell’acqua, le immagini sono tetre, proprio come l’atmosfera dello show.

*L’intervista si è tenuta a giugno durante il Monte-Carlo Television Festival

 

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Come ti prepari per interpretare un personaggio?

“Leggo la sceneggiatura… e memorizzo le battute”, oh Stana come vorrei che fosse così facile essere un’attrice di successo.

 

Ha vestito i panni della detective Kate Beckett per 173 episodi andati in onda nell’arco di otto lunghi anni, ma Castle è finito e abbiamo dovuto adattarci. Absentia, il suo nuovo progetto, è il modo più veloce per lasciarsi il passato alle spalle.

I NOMI CHE SEGUONO hanno qualcosa in comune: cercano di far dimenticare il passato, ma potrebbero non farcela nemmeno tra 100 anni: vedi Daniel Radcliffe e ti viene in mente Harry Potter (la saga cinematografica del giovane mago finita nel 2011 e lui da allora ha interpretato una dozzina di altri personaggi, ma nessuno come quello).

Lo stesso vale per Hugh Laurie e Dottor House, Jim Parsons e Sheldon Cooper o per Matthew Fox e Jack Shepard della serie Lost. Tutti loro sono bravi attori, con carriere più o meno brillanti alle loro spalle, ma che la memoria collettiva insiste a legare al personaggio e non alla persona.

Stana Katic (Ontario, Canada, 1978) ora affronta la sfida di far finire Kate Beckett, la carismatica (a suo modo) co-star di Castle, nel dimenticatoio.
Dal 2009 al 2016 si è messa nei panni della detective e poi capitano del Dipartimento di Polizia di New York. Otto lunghe stagioni, 173 episodi, che ogni settimana erano visti da una media di 10 milioni di spettatori solo negli Stati Uniti.
Un’impresa molto ardua quella che si pone Stana. Tante persone che guardano la stessa donna interpretare sempre lo stesso personaggio per anni, è assolutamente normale che uno non sappia più distinguere tra l’uno e l’altro. Lei, nonostante questo sfoggio di personalità forzata, si sente fortunata “Questo lavoro mi ha dato molta esperienza. Posso solo essere grata per tutto ciò che il lavoro mi ha dato” ci confessa.

 

Absentia potrebbe essere lo show che la slega da Castle. La prima produzione della Sony Pictures Television Network, assieme ad una nuova strategia della multinazionale, è una delle uscite più ambiziose di questo autunno.
La prima stagione, composta da dieci episodi, segue Emily Byrne (Stana Katic), agente dell’FBI specializzata nel catturare serial killer, che un giorno scompare senza lasciare nessuna traccia e viene dichiarata morta. Nonostante ciò, sei anni dopo viene ritrovata in una cabina nella foresta. Viva, ovviamente. Questa è la bella notizia. La cattiva è che non ricorda niente di ciò che le è successo durante questi sei anni e non sa bene dove e come iniziare a cercare la persona responsabile per la sua prigionia.
“Sono stata associata a Castle per anni. Fortunatamente Absentia è completamente diverso da quello che ho fatto fin’ora. Ogni capitolo di Castle era chiuso in maniera indipendente. In questa occasione, al contrario, abbiamo girato una serie dove l’azione dura l’intera stagione. Il suo tono è dark e non ha quel tocco giocoso che aveva Castle” spiega l’attrice. Nonostante i punti in comune che Absentia e Homeland possono avere, Stana preferisce prendere le distanze dalle due serie “Mi piace l’idea perché sono una grande fan della serie della Showtime, ma preferisco non comparare i due prodotti”.

Sembra che Absentia sia l’opportunità perfetta per risolvere qualche questione. Infatti, siamo sicuri che nessuno sia più interessato del lasciare Kate Beckett nel passato di Stana stessa. È stato detto molto sull’atmosfera spiacevole che aleggiava sul set dell’ottava stagione di Castle. Come i gossip suggerivano, i rapporti tra Stana e il suo compagno di set Nathan Fillion (Richard Castle), non erano dei migliori. Infatti, la decisione di Stana di abbandonare la serie – provocata dalla tensione non risolta tra lei e Fillion – ha portato ad una chiusura anticipata, quando era in programma di girare una nona stagione.
Se vi siete mai chiesti il perché della chiusura improvvisa, ecco la risposta.
Chi lo sa, magari l’abbandono faceva parte del piano di Stana: far dimenticare al pubblico Kate Beckett. Ci riuscirà?
Guardate Gillian Anderson…

 

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LA RIVISTA SPAGNOLA ‘DIEZ MINUTOS’ PRESENTA NELLA SUA EDIZIONE Nº 3449
LA NUOVA SERIE DI STANA KATIC, ‘ABSENTIA’

 

L’attrice Stana Katic (Kate Beckett in “Castle”) è protagonista di questa nuova serie: ABSENTIA

AXN
Lunedì 25, h 22:05

L’AGENTE SENZA MEMORIA
Arriva uno dei grandi debutti della stagione, con Stana Katic (la protagonista dI “Castle”) nei panni dell’agente dell’FBI Emily Byrne. La detective scompare senza lasciare traccia, mentre da la caccia a uno dei serial killer più famosi di Boston. Dopo una lunga ricerca, viene dichiarata morta. Sei anni più tardi, la Byrne viene scoperta in stato di prigionia, quasi senza ricordi del suo sequestro né del suo sequestratore. Dunque, Emily riprenderà la sua vita e cercherà di recuperare la sua famiglia.

 

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