Sopravvivere all’oscurità intervistata Stana Katic

 

Stana Katic già familiare agli spettatori, per la serie crime Castle, ora si mostra in un personaggio differente con una nuova serie. Mentre Castle era più leggero, Absentia è una serie molto più oscura: un thriller drammatico e preoccupante che inizia con un caso sconcertante.

Qual è il mistero che circonda la protagonista?
Stana Katic: Emily Byrne, il personaggio che interpreto, era un eccellente agente del FBI, felice con un marito e un figlio, sei anni prima (dall’inizio della storia ripresa), scompare senza lasciare traccia. Mentre all’inizio della serie, vedremo trovare Emily in una cabina nei boschi, in fin di vita e senza alcun ricordo degli anni in cui era scomparsa, l’uomo che credevano fosse il suo assassino, invece,viene rilasciato dalla prigione.

Cosa ti ha attirato della serie?
Stana Katic: Durante la lettura dei primi quattro episodi, la storia ha richiamato la mia attenzione, in particolare perché la protagonista non era solo una sopravvissuta. Mi interessano molto le storie, così come sono. Ho letto molti libri sulle persone sopravvissute nella seconda guerra mondiale e all’olocausto. È interessante vedere una persona dei giorni nostri, professionista in quello che fa, ma nello stesso tempo una madre e, un po’, anche un’eroina, che ovviamente ha commesso degli errori.
C’è una cosa in questo personaggio, che mi fa pensare a cosa può significare superare cose apparentemente invincibili, lottare attraverso le condizioni più estreme e affrontare queste situazioni. Per me, è una scoperta del personaggio.

Perché vedi Emily come una sopravvissuta?
Stana Katic: Quando ricompare, viene a conoscenza che il marito si è risposato e anche che il suo bambino è cresciuto chiamando un’altra donna mamma. Scopre anche che suo padre si è ammalato e le difficoltà avute dal fratello per superare l’alcolismo. In un modo o nell’altro sono tutti andati avanti, e lei si deve adattare in un mondo, e in una famiglia, che è andato avanti senza di lei.

Hai dovuto migliore alcune delle tue qualità per il ruolo?
Stana Katic: Ho dovuto imparare alcune cose nuove, cose difficili, come guidare un go-kart o nuotare in acque molto fredde.


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Gli episodi sono stati girano in Bulgaria. Come hai vissuto questa esperienza?
Stana Katic: Sapevo di contare su un gruppo con molta esperienza, che ha girato i più grandi film di azione degli ultimi 10 anni. Tutti si conoscevano, è stato come entrare a far parte di una grande famiglia e sono stata accettata calorosamente.

Come è stato girare 10 episodi tutti assieme?
Stana Katic: Nelle serie televisive, normalmente, si gira un episodio alla volta, in questo caso era come se stessimo girando un film. Quando abbiamo iniziato avevamo tutti i 10 copioni nelle nostre mani. Questo non vuol dire che eravamo meno coinvolti, negli intervalli parlavamo su come approfondire la storia. Però dall’inizio, sapevamo dove stavamo andando e come avremmo finito, questa consapevolezza mi ha aiutato molto a far diventare il ruolo più credibile possibile.

Hai una scena preferita?
Stana Katic: In una scena Emily deve nuotare in mezzo al lago per riuscire a scappare e deve uscire dall’acqua. Quando ho girato questa scena, faceva molto freddo, tanto che il gruppo e i produttori erano molto preoccupati per la temperatura. Ma, misi la tuta d’immersione sotto i vestiti, e andai al centro del lago, tutti mi guardarono mentre trattenevo il respiro. Ogni tanto, in quei momenti è stato difficile anche respirare, non avevo idea di cosa vuol dire espirare.
Questa scena, esprime perfettamente il tema della rinascita e del recupero, e soprattutto di chi è questo personaggio. Emily esce da un luogo periodo davvero molto profondo e pericoloso, come dire, non demorde. Lei è andata oltre l’oscurità.

Esiste un tema universale nella serie con la quale il pubblico possa identificarsi?
Stana Katic: Non è solo una storia di suspance, ma vediamo anche relazioni a livello delle relazioni e questo può attrarre tutto il mondo. Padre e figlia, madre e figlio, marito e moglie, relazione tra fratelli, la sopravvivenza è un punto fondamentale. È interessante vedere la forza delle persone, come possono trovarsi in circostanze straordinarie e come possono superarle e, infine, come sono capaci di riunirsi e ricostruirle.


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Nella serie, cosa ti è interessato di più?
Stana Katic: Soprattutto le relazioni familiari che sono poco comuni, però la maggior parte delle famiglie sono complicate ed emozionanti, vero? Sicuramente, questa famiglia è leggermente più complicata di quelle comuni, e questa è una bella sfida per un attore. Anche se è interessante, nella storia, che i creatori collochino la madre nel centro. Non ci sono molte storie dove la madre è una super-eroina che, allo stesso tempo, lotta contro problemi psicologici. Senza dubbio, qualsiasi persona di qualsiasi età può sentirsi identificato.

 

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